E se i ladri usassero Internet?
Titolo volutamente provocatorio, ma scommetto che quanto leggerete vi farà venire qualche dubbio.
Facciamo un esempio. Oggi sul mio blog scrivo che parto con tutta la famiglia per New York tra 3 giorni, rimanendoci fino a dopo Natale (magari!). Il governo USA al mio arrivo alla frontiera sa già tutto di me o quasi, va bene, non vogliono farmi del male e non avendo niente da nascondere viaggio tranquillo.
Ma estremizziamo un po' le cose...
Mr. X, ladro brianzolo appassionato di Internet per puro caso trova il mio post, cercando "Natale a New York" (titolo di un film di prossima uscita) su Google. Un mio post ci mette circa 24 ore a comparire sul motore di ricerca di Mountain View. Facciamo finta che il mio post compaia nella prima (o seconda) pagina di Google un giorno prima della mia effettiva partenza.
Mr. X lo legge, con due colpi di WHOIS scopre dove abito e viene indisturbato a ripulire la mia casa sapendo della mia assenza.
Ok, ok. Ho estremizzato un po' le cose, lo avevo detto. Ma non troppo:
- Post come quello dell'esempio (del tutto normale per un blog) se ne leggono a bizzeffe ultimamente.
- Un malintenzionato appassionato di Internet volete che non esista da qualche parte?
Ho riflettuto un po' dopo tutta la caciara di questi ultimi mesi e solo adesso sto elaborando la cosa.
Oggigiorno va di moda demonizzare Internet. Con la giusta diffusione di questo post un qualsiasi TG ci metterebbe un secondo a fare il titolone "Il ladro? Trova le prede su Internet", spiegando con dovizia di particolari tecniche e magari citando anche Napolux.com
Putroppo il demone non si nasconde nè in Internet né in alltri mezzi di comunicazione. Il demone è nelle persone. Articoli come questo di Alberoni per Corriere.it e molti altri però sembrano non accorgesene. Cito:
Oggi un ragazzino di 12 anni, cliccando una parola innocua come sesso, può accedere a decine di migliaia di foto o filmati di pornografia estrema: un invito all'imitazione.
Fino a pochi anni fa le conoscenze sessuali si sviluppavano in parallelo alle esperienze amorose, oggi vengono fornite da internet nella loro forma più arida, brutale, promiscua. La nuova generazione viene educata al sesso senza il calore, la tenerezza, la ricchezza dell'amore.
Chi spiega al buon vecchio Alberoni che i porno i ragazzini se li guardavano anche senza Internet? Che migliaia di edicolanti compiacenti hanno "educato" generazioni di giovani passando sottobanco migliaia di giornaletti e cassette porno?
Chi spiega ad Alberoni che se uno vuole rovinare la reputazione della fidanzatina non ha bisogno del telefonino, ma solo di una fervida immaginazione e di lingua sciolta con i propri amici?
E chi spiega a questo sociologo che se un ragazzino è stronzo e vuole picchiare un compagno down lo fa anche se non ha un telefonino che lo filma? No, non ci provo neanche a spiegare ad Alberoni che proprio grazie a Internet la vigliaccata non è rimasta impunita.
I ragazzini (e i malintenzionati in genere) sono furbi. I filmati come quello diventato tristemente famoso sono scomparsi da Youtube e Google Video, un po' per censura, un po' per "merito" degli autori. Loro continuano lo stesso a picchiare il debole di turno. Però adesso sanno che se mettono il filmato online li beccano, quindi niente più upload. Botte sì. Upload no.
Dott. Alberoni, dov'è il demone adesso? Su Internet non lo trova più. Peccato che il demone nascosto non faccia notizia come il demone Internet.
Me lo scrive un articolo sul demone nascosto nelle persone?
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(6 voti, media: 3.67)
13 Dicembre 2006 alle 09:38
Sante parole Napolux. Sottoscrivo in toto.
Senti, ma a che ora hai detto che lasci la casa libera?
13 Dicembre 2006 alle 09:41
@rapet
ROTFL…
P.s.
Ho mandato un’email ad Alberoni… Vediamo se risponde!
13 Dicembre 2006 alle 12:55
Alberoni sarebbe scartato come creativo nella sezione bigliettini dei baci perugina perche’ direbbe troppe banalita’
13 Dicembre 2006 alle 14:10
Grande Napolux… condivido a pieno!
13 Dicembre 2006 alle 14:45
Quando uscì la notizia di Google indagata per diffamazione scrissi sul mio blog le seguenti parole:
“se non fosse stato possibile uploadare questo video e farlo vedere a tutti non si sarebbe mai saputo dei maltrattamenti subiti dal ragazzo disabile e non si sarebbe potuto fare un processo per punire questo reato che ritengo indegno.”
Quindi il mio pensiere è uguale al tuo e ti quoto completamente..
13 Dicembre 2006 alle 15:05
Bella riflessione
13 Dicembre 2006 alle 15:13
Alla fine l’uso più pericoloso della rete potrebbe essere proprio quello del tuo titolo…
ci avevo pensato anch’io… ho letto di uno che è stato minacciato a casa sua perché aveva parlato (male?) di un altro sul suo blog.
Comunque, a mio avviso, se è vero che la rete potenzia le nostre capacità, e ci dà più libertà, ce la dà (soprattutto, secondo me) verso ciò che è positivo.
Io, la diseducazione “al sesso senza il calore, la tenerezza, la ricchezza dell’amore” (diseducazione la cui esistenza non nego), caso mai, la cercherei altrove.
Di sicuro, esiste la necessità di mostrare di più le potenzialità positive della rete, a giovani e meno giovani. Questo blog, come altri qui sopra, ne è un esempio.
13 Dicembre 2006 alle 15:14
La stessa cosa - sui ladri - l’ho pensata anch’io qualche tempo fa. Stavo per scrivere un post sulla partenza per le vacanze, ma poi ho lasciato perdere. Paranoia? Forse…
13 Dicembre 2006 alle 15:25
@Riccardo
Grazie del bellissimo complimento!
13 Dicembre 2006 alle 15:38
@October
Più che paranoia la chiamerei “buon senso”.
13 Dicembre 2006 alle 15:56
Concordo pienamente!
Io quando non sapevo ancora dell’esistenza di internet guardavo i porno in cassetta rubati a mio fratello!
13 Dicembre 2006 alle 18:07
Ho capito un sacco di cose da sto post :
1) Se mi rubano in casa quando sono via vengo a cercare te
2) Non ti sta simpatico Alberoni
3) Ti basta Playboy cartaceo , non ti serve il porno online
13 Dicembre 2006 alle 19:40
@Barbara
13 Dicembre 2006 alle 19:49
bell’articolo, al solito
21 Dicembre 2007 alle 01:04
Concordo,ma non mi aspetto una risposta interessante dal giornalista.