Evviva il progresso!

Studio Aperto di ieri, 02/01/07, ha mostrato la storia strappalacrime (la vecchietta piangeva) di due poveri vecchietti che dovranno chiudere il loro negozietto in mezzo al nulla "per colpa" del ministro Bersani. Napolux.com è apolitico di default, ma in questo caso farò uno strappo alla regola, visto che viene tirata in mezzo Internet.
La "colpa" del ministro è quella di voler ammodernare un po' questo paese. A quanto ho capito dal servizio di Studio Aperto (ovviamente non molto preciso) l'Agenzia delle Entrate dal primo di gennaio accetta solo comunicazioni online. "Era ora" direte voi.
Invece no, scandalo!
I poveri vecchietti ovviamente di Internet non ci capiscono un ca**o, quindi preferiscono chiudere (anche se al sottoscritto sembrava che il vero motivo della chiusura fosse l'anzianità).
Che sia colpa o no di Bersani, che chiudano! Se dobbiamo rimanere indietro per la massa di Italiani che Internet non sanno nemmeno cos'è, allora facciamo prima a chiudere baracca e burattini e ad emigrare in Romania: tanto è sempre UE.
Tanto per dirne una: sapete che in Romania ci sono provider Wi-fi che offrono connessione a Internet con banda garantita di 2 Mbit?
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E gli asini volano…






(3 voti, media: 3.67)
03 Gennaio 2007 alle 12:41
all’epoca ci fu la rivoluzione della robotizzazione industriale, a braccio anche quella della automobili e dei telefoni e delle televisioni e di tutto quello che ci porta a DOMANI.
Il pc è fondamentale, io la considererei selezione naturale dell’individuo, la versione tecnologica del teorema di Darwin!!!
…certo…si potrebbe lasciare la duplice strada, ma bisogna anche accettare il cambiamento … un programmatore che non si aggiorna, invecchia e scade in fretta … questo è il nocciolo del mondo informatico … per me possono tranquillamente chiudere, che si godano la loro pensione!!!
03 Gennaio 2007 alle 13:33
“Che sia colpa o no di Bersani, che chiudano! Se dobbiamo rimanere indietro per la massa di Italiani che Internet non sanno nemmeno cos’è, allora facciamo prima a chiudere baracca e burattini e ad emigrare in Romania: tanto è sempre UE.”
Vedo nel tuo articolo una malcelata forma di “razzismo tecnologico”.
La Costituzione dispone invece diversamente; nell’art. 3 vi è scritto che “E’ compito della Repubblica riuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, ne impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, econoica e sociale del Paese”.
Siccome Internet è cosa recente, è concepibile e perfettamente inquadrabile che - al pari e forse di più degli analfabeti negli anni ‘50 - sia rimasto oggi qualche vecchietto che abbia una conoscienza nulla dello strumento informatico. Se l’articolo 3 è stato scritto proprio pensando agli analfabeti di ieri, non si vede perché non dovrebbe continuare a valere anche per gli illetterati informatici di oggi.
Il Decreto Bersani prevede in questo senso una gravissima forma di discriminazione fra cittadini: fra quelli fortunati, per essere nati in un periodo in cui la tecnologia è pane quotidiano, e quelli meno fortunati, colpevoli solo di essere anziani. Tantopiù che impone una repentina svolta, dal momento che il legislatore - fino a ieri - è stato totalmente restio all’impiego dello strumento informatico. Una svolta così drastica è sicuramente sbagliata; richiederebbe sicuramente una certa gradualità, un rodaggio, una finestra di adeguamento. Invece ecco che, in pochi mesi, o paghi con il computer o sei costretto a rivolgerti al commercialista. Non è tutta colpa di questi poveri illetterati; e l’ho capito provando a spiegare a mio nonno, illusre penalista e docente universitario, cos’è internet e come funziona. Una mente illuminata e lungimirante come la sua, capace di svolte incredibili nel pensiero scientifico della sua materia, si è trovata in difficoltà ad utilizzare il mouse, e totalmente sbigottito all’accensione del computer. C’è una differenza di modi di pensiero e di categorie concettuali quasi insanabile fra l’homus tecnologicus e quello nato agli inizi del secolo scorso.
Per non parlare poi dell’altra e più cogente discriminazione fra cittadini che dispongono della banda larga e quelli che non ne dispongono, o per i quali l’accesso è precluso, a meno di non pagare ingenti gabelle del monopolista. A questi ultimi, come anche alla maggior parte dei primi, infatti, gli si impone l’odiosa tassa (chiamiamola col suo nome) del canone Telecom per dichiarare i propri redditi, oppure il ricorso ad un commercialista che sicuramente pretenderà d’esser pagato, anche se il cliente è buono a farsi la dichiarazione da solo come se l’è sempre fatta. Ad ultimo, un’altra grave restrizione è quella del necessario utilizzo di sistemi proprietari (Windows o MacOs) per chi vuole accedere ai servizi online dell’Agenzia delle Entrate, e quindi della relativa corresponsione del prezzo della licenza a corporation private, dal momento che l’Agenzia delle Entrate ancora non rilascia alternative per sistemi liberi.
03 Gennaio 2007 alle 13:39
L’importante, come per tutte le cose, è che ci sia un periodo (definito e limitato) di transizione, ma l’innovazione ci deve essere…
03 Gennaio 2007 alle 14:07
hai perfettamente ragione.. e poi te stai ancora a guardare studio aperto? quello non è un tg.. è tv-spazzatura!
03 Gennaio 2007 alle 14:16
@Jerry
Diciamo che non è malcelato il mio “razzismo”. A quanto ne so io non esiste negoziante che non utilizzi un commercialista, quindi la dichiarazione online la si faccia fare a lui.
In Italia purtroppo “qualcuno” non vuole il cambiamento, monopolisti delle TLC in primis.
Pensa alle liberalizzazioni effettuate di recente. Da quando i supermercati hanno cominciato a vendere i farmaci con forti sconti anche le farmacie hanno abbassato i prezzi. E credi che non ci guadagnino lo stesso?
Se non si fossero dati tagli netti nel corso della storia repubblicana qui si sarebbe rimasti ancora con le TV in bianco e nero e le 600 scassate (vedi eliminazione della benzina “super”).
@Ignaxio
Chi è che ha ragione? Usa gli “@”.
03 Gennaio 2007 alle 14:18
scusa, non commento spesso
era rivolto @napolux
03 Gennaio 2007 alle 14:49
Provate a trovarvi davanti all’acquisto di una casa e ai mille limiti imposti dalla Bersani. Provate a chiedere cosa ne pensa il vostro notaio.
Infine: lo sapevate che sono stati stanziati milioni di €uro di premi per i dirigenti del controllo imposte, al fine di massacrare i cittadini?
03 Gennaio 2007 alle 15:00
il divario d’età non significa nulla: uso il pc da 7 anni ed ora lo faccio per lavoro (ho 25 anni), mentre mio padre è un dio di excel ed access anche se ha quasi 60 anni, usa ormai solo la macchina fotografica digitale (dopo tonnellate di diapositive), ma il resto per lui è un mistero
mia madre si ricorda come funziona un pc per al massimo un giorno da quando glielo spieghi
questo per dire che la se la gente ha 80 anni, capisco che non voglia imparare, ma se ne ha 40-60, è un suo dovere aggiornarsi da sola , visto che il posto di lavoro continua ad occuparlo…
@napolux: come nipote di un farmacista, ti dico che non sono certo ricchissimi. sono solo una forma di distribuzione particolare di prodotti che le casa produttrici fanno pagare molto
03 Gennaio 2007 alle 16:52
Studio Aperto è la cosa più lontana da un telegiornale che io abbia mai visto…
03 Gennaio 2007 alle 17:25
Si vede che hai una conoscenza limitata del mondo del commercio. Fra i negozianti che conosco io, soprattutto piccoli bottegai, imprenditori artigiani, ecc., è molto diffuso anche il comportamento opposto.
Non volgio fare bastian contrario per ogni cosa, ma non vorrei che si arrivasse al punto di forzare la Storia. Anche il passaggio dalla super col piombo a quella senza, infatti, non fu osì repentino, ma ci fu un rodaggio di diversi anni. Lo stesso vale per le tv private, che non iniziarono a trasmettere così, di punto in bianco, ma che passarono attravero un lungo rodaggio, dalle tv via cavo degli anni ‘70, alle pronuncie della Corte Costituzionale, (vedi http://www.giurcost.org/decisioni/1974/0225s-74.html e http://www.giurcost.org/decisioni/1974/0226s-74.html ) fino all’odierno assetto televisivo.
Ad ultimo, riguardo ai monopolisti (Quanti? A me pare ce ne sia uno solo) richiamo l’attenzione di tutti alla nefasta privatizzazione Telecom ed agli autori di tanto pasticcio: http://it.wikipedia.org/wiki/Telecom_Italia#La_privatizzazione
03 Gennaio 2007 alle 18:02
Guarda… ok per aumentare l’informatizzazione del Paese, ma mettersi a difendere le puttanate previste da questa Finanziaria di merda, solo per UN (e sottolineo *UNO*) interesse personale, mi fa un po’ senso, eh…
03 Gennaio 2007 alle 19:15
@Cristian
Io non sono un amante dei francesismi, ma gradirei nei prossimi commenti un linguaggio un pelo più educato, o mi vedrò costretto a moderare.
Poi mi dici dove ho scritto che “difendo la finanziaria?” Io ho solo criticato Studio Aperto e apprezzato:
1. Le liberalizzazioni sui farmaci
2. L’imposizione dell’uso di Internet per le comunicazioni con il fisco
Cosa che il governo B. non ha avuto il coraggio di fare. Tutto qua
03 Gennaio 2007 alle 20:17
studio aperto…
quando mi capitano notizie con indignazione verso qualche amministrazione o verso qualche sindaco vado immediatamente su wikipedia a vedere di che colore sono…
sono tutte di sinistra.
possono solo vergognarsi, loro e Del Debbio…
04 Gennaio 2007 alle 09:00
Un conto e’ l’innovazione, un conto e’ la mancanza di buon senso.
E’ evidente, che nel caso dell’Agenzia delle Entrate, se fosse vero, sarebbe la piu’ grossa cazzata che potevano fare.
Pretendere in un Paese di vecchi, che tutti diventino tecnofanatici e’ una violenza e lo diventa ancor di piu’ se costringi a farlo chi lavora. Siamo passati dalla burocrazia alla tecnoburocrazia.
Se poi hai mai visitato il loro sito o hai mai fatto una dichiarazione dei redditi online, vedrai che nemmeno loro sono pronti per una tale operazione.
E anche la storia del commercialista non regge; dipendere da qualcuno in toto, perche’ lo stato non ne vuole piu’ sapere di me che sono vecchio e non aggiornato e’ impensabile.
Che farai quando avrai 60 anni e quello che per te oggi e’ tecnologico sara’ vetusto? Rincorrerai come un folle la tecnologia?
04 Gennaio 2007 alle 10:56
@Emmebi
Conosco 60enni che usano il cellulare e Internet.
Io sarò uno di questi. Tutto qua.
05 Gennaio 2007 alle 08:52
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