Partita IVA in homepage
I siti web di professionisti e imprese devono riportare la Partita IVA sull'homepage del sito web (se lo possiedono): una leggina "ad minchiam", fatta per complicare, se volete, ancora di più la vita di chi sul web (o col web) ci lavora.
Ai sensi dell'articolo 2 del dpr 404/2001 il numero di Partita IVA attribuito dall’ufficio entrate ad ogni contribuente deve essere indicato, oltre che nelle dichiarazioni e in ogni altro documento ove richiesto, anche nella home page dell’eventuale sito internet.
Ecco un estratto del fantomatico articolo 2:
I soggetti che intraprendono l'esercizio di un'impresa, arte o professione nel territorio dello Stato, o vi istituiscono una stabile organizzazione, devono farne dichiarazione entro trenta giorni ad uno degli uffici locali dell'Agenzia delle entrate ovvero ad un ufficio provinciale dell'imposta sul valore aggiunto della medesima Agenzia; la dichiarazione è redatta, a pena di nullità, su modelli conformi a quelli approvati con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle entrate. L'ufficio attribuisce al contribuente un numero di partita I.V.A. che resterà invariato anche nelle ipotesi di variazioni di domicilio fiscale fino al momento della cessazione dell'attività e che deve essere indicato nelle dichiarazioni, nella home-page dell'eventuale sito web e in ogni altro documento ove richiesto.
Detta disposizione è confluita nell’articolo 35 del dpr 633/72 che regola le dichiarazioni di inizio, variazione e cessazione di attività ai fini dell’IVA.
Pochi finora hanno messo la Partita IVA in homepage e a quanto pare sono partiti i controlli. Chi non lo fa rischia multe da 258,23 a 2065,83 euro.
Occorre quindi, per chi fa siti web, controllare che i siti realizzati siano "a norma di legge": non c'è obbligo da parte del webmaster, ma se l'azienda a cui avete fatto il sito prende la multa a chi pensate che romperà le scatole? Bravi. Proprio a voi.
E i blogger? Beh, nel maggioranza dei casi chi ha un blog non lo usa come sito ufficiale della propria attività. L'unico dubbio rimane per chi qui da noi associa al proprio blog anche attività di consulenza e/o professionali che hanno il blog come "risorsa primaria". Per non rischiare sarebbe meglio mettere la Partita IVA anche sul blog, male non fa.
Grazie a Frenz82 (che a quanto pare non ha un sito web, altrimenti l'avrei linkato) per la segnalazione.
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14 Settembre 2007 alle 08:32
Bene, oggi verificheremo con il commercialista e poi provvederemo ad aggiornare il sito dell’azienda per cui lavoro … ovviamente non abbiamo tale dato in Home Page!
14 Settembre 2007 alle 08:41
Giusto poco tempo fa mi hanno segnalato questo articolo sull’argomento
Secondo me la regola ha comunque senso su un “sito aziendale” (dove si parla dell’azienda, dell’attività svolta, ecc. ecc.), non sul blog usato da un libero professionista
14 Settembre 2007 alle 09:18
@ PseudoTecnico: In teoria se sul tuo blog “pubblicizi” la tua attività di consulente / libero proffessionista la P. Iva ci dovrebbe stare.
Ma la mia grande curiosità è: come sono strutturati i controlli

Li fanno “ad minkiam” o si sono organizzati a effettuari controlli incrociati se chi ha una partita iva è anche presente sul web?
14 Settembre 2007 alle 09:32
Che voi sappiate, la partita IVA in home page va messa anche per gli enti statali?
Normalmente gli enti non hanno partita IVA, o meglio, è uguale al codice fiscale…
E per le associazioni senza scopo di lucro?
14 Settembre 2007 alle 09:44
Per le associazioni senza scopo di lucro e ONLUS riconosciute la P.Iva / codice fiscale va inserito.
Per avere informazioni più precise, andate sul sicuro e contattate il proprio commercialista.
14 Settembre 2007 alle 11:01
@Pseudotecnico
L’hanno segnalato anche a me
14 Settembre 2007 alle 11:20
Per non saper ne leggere ne scrivere ho inserito nell’immagine in home page (del mio scarno e ridicolo sito aziendale) la partita iva…

Ora sono a posto e chi se ne frega se non è bello: tanto avrò sì e no 3 visite l’anno
P.S. non chiedetemi qual’è il sito: se avete il gusto dell’orrido allora sforzatevi e trovatevelo da soli: non costringetemi anche al supplizio di dovervelo segnalare
14 Settembre 2007 alle 11:49
Si,ricordo di agency che urlavano a gran voce “venite a fare il sito da noi perchè vi mettiamo la p.i. in home”, quasi come stessero facendo un opera fantastica.
Hai fatto bene a ricordare questa legge, spesso ci si dimentica: io non ho p.i. ma se l’avessi forse sul blog la inserirei, anche se credo sia più corretto in caso di aziende e corporate blog..
14 Settembre 2007 alle 16:31
Qui dove lavoro io, sempre mettiamo la partita IVA, quindi stiamo tranquilli di tutto.
Ora vi chiedo scusa si mi sbaglio sbaglio al scrivere in italiano, perché sono brasiliano, e non essendo madrelingua italiana potrebbe essermi scappata qualche parola sbagliata
14 Settembre 2007 alle 18:42
che cazzata voglio vedere quanti adempiranno
19 Settembre 2007 alle 02:07
io come libero professionista l’ho dovuta mettere anche sul blog. Ma la domanda è i siti che abbiamo sviluppato 1-2-3-4 anni fa? Si sa che la legge non è retroattiva, ma cosa fa testo la registrazione del dominio, escludendo da penali i rifacimenti? Oppure c’è qualcos’altro? …. secondo me non lo sanno nemmeno loro.