Sicuri che all’Africa serva Internet?
martedì 30 ottobre 2007Questo post di Geekissimo mi ha dato lo spunto per un post che volevo scrivere da un bel po' e che per un motivo o per un altro ho sempre rimandato.
E' almeno un paio d'anni che si parla di portare Internet in Africa, di dare portatili a basso costo ai bambini africani e cazzate del genere.
Io ogni volta rimango "basito". L'Africa ha altre 20.000 priorità e guai da risolvere che dovrebbero essere presi in considerazione prima di pensare alla connettività Internet.
- La fame
- Le guerre
- L'AIDS
- La mancanza d'acqua
- La distruzione delle risorse naturali
- L'analfabetismo
Questo è solo un piccolo elenco di quello che c'è da risolvere... Molti big dell'informatica (Bill Gates in primis) criticano chi, magari pensando solo ad un eventuale ritorno economico o di immagine, usa l'Africa come terra da evangelizzare informaticamente.
Giusto secondo voi o Internet deve essere vista come "testa di ponte" per puntare a risolvere problematiche ben più gravi?
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30 ottobre 2007 alle 14:49
Tutto serve, ovviamente.
Ma quando hai a che fare con il problema della fame, della sete, delle vaccinazioni, delle gravi malattie, Internet è un lusso.
Un caro saluto
Mister X di COmicomix
30 ottobre 2007 alle 14:59
Na parlai mesi fa qui http://www.setfocus.it/2006/11/22/olpc-lodevole-ma/
Apprezzo l’idea, ma reputo che tale strumento, la, oggi, serva a ben poco.
A questo punto rendiamo fruibile a tutti, soprattutto al terzo mondo che esiste in tutte le nazioni, non solo in africa.
Portiamolo ovunque perchè tutti i bosognosi e i poveri hanno bisogno di crearsi una possiiblità di futuro, ma prima ancora hanno bisogno dei generi di prima neccessità … un laptop e uno spot wifi, possono arrivare pure in un secondo momento.
30 ottobre 2007 alle 15:18
Scusate ma non ne capite davvero l’importanza?
Con internet si può ordinare il cibo on line!
30 ottobre 2007 alle 16:02
per carità ogni aiuto ai paesi più poveri è ldevole ma…forse ci vuole altro!
30 ottobre 2007 alle 16:11
giusto, tuttavia molti dei mali derivano anche dall’ignoranza e dalla impossibilità di accedere alle informazioni, al sapere in genere. Non so se hai visto Viaggio a Kandahar, dove un occidentale si improvvisa medico e all’obiezione che lui non è un medico lui risponde che, in quelle zone, le banali regole igieniche che ogni occidentale applica (lavarsi con il sapone, attenzione all’acqua che si beve, ecc.) possono risolvere molti problemi.
Certo internet non risolve i problemi, ma può essere uno strumento in più per chi cerca di emanciparsi.
saluti luigibio
30 ottobre 2007 alle 16:29
E’ stato l’argomento del primo post che io abbia mai scritto e che ti invito a leggere,
http://dgrossato.blogspot.com/2006/01/un-informatico-per-gli-ultimi.html base, poi per una successiva discussione con Claudio Pieri del comitato direttivo di http://www.informaticisenzafrontiere.org/view.php?id=4 . Vedrai che le riflessioni in materia non sono così banali come potrebbero apparire a prima vista …
Ciao
30 ottobre 2007 alle 16:53
Anche io ho letto quel post questa mattina e la penso esattamente come te. Internet può essere sicuramente utile per quanto riguarda l’istruzione ma quando non si ha cibo, acqua e l’energia elettrica mi spiegate cosa se ne fanno?
30 ottobre 2007 alle 18:07
Secondo me è proprio la dove non c’è nulla che è importante portare anche internet, è importante per dare una speranza nel futuro!
Direte che la speranza non si mangia, questo è siuro, ma la speranza aiuta a soppravivere!
Dove c’è bisogno di cibo c’è anche bisogno (e anche tanto) di informazione e cultura per poter almeno sperare in un futuro migliore. Su internet puoi studiare e impare che so’ a coltivare, oppure cercare una via d’uscita.
Il pc di Negroponte prevede un modulo esterno a manovella per sopperire alla mancanza di elettricità quindi…
30 ottobre 2007 alle 18:14
Sono d’accordo, cazzo gliene frega a un bambino che ha la splenomegalia di essere digital diviso?
Un cazzo, appunto.
Ma è un business tutto nostro, come nostra è la colpa delle condizioni in cui versa l’Africa a causa di dazi e paghe da fame.
30 ottobre 2007 alle 18:19
invece l’utilità sta nel fatto che può crearsi un avatar bello sano in second life!
30 ottobre 2007 alle 18:52
Utile, magari scopriamo che la scheda madre è commestibile e il cavo di rete un nuovo antidoto contro le guerre…
A parte gli scherzi, prima è bene risolvere problemi più gravi, poi arriverà internet.
30 ottobre 2007 alle 23:08
è chiaro che al momento l’africa ha urgenze molto più impellenti che la rete internet, ma non riduciamo l’intera africa al darfur.
Ci sono possibilità per milioni di studenti di tirarsi fuori dallo stato di povertà e provare ad aiutare il loro paese visto che il resto del mondo se ne fotte, se questi sono costretti a venire in europa o in usa perderanno quella possibilità.
Le guerre e la sottomissione viene anche dalla grande ignoranza che c’è in quei posti, internet potrebbe servire anche come aiuto alla diffusione delle notizie e della storia, così come è successo per la birmania, negli anni scorsi ci sono stati omicidi di massa che sono stati scoperti purtroppo solamente dopo.
31 ottobre 2007 alle 03:18
E’ un problema a cui non sono mai riuscito a darmi una risposta…ci sono pro e contro un po come tra i televisori lcd o al plasma…sicuro ci sta il fatto che portare i computer in quelle zone produrrà anche li rifiuti elettronici ed inquinamento.
31 ottobre 2007 alle 11:22
Il social marketing è spesso utilizzato dalle aziende con fini molto diversi da quelli dichiarati.
Se ben gestita la cosa può sicuramente essere una testa di ponte. Non dimentichiamo che molti problemi del terzo mondo sono dati da una mancanza di alfabetizzazione e Internet può portare più consapevolezza.
Tutto dipende dal vero intento delle aziende.
Ma stiamo attenti anche a chi critica certe cose. Bill Gates lo fa solo perchè in quei pc non potrà mai starci il suo sistema operativo
31 ottobre 2007 alle 12:11
Se lo zio Bill (o altri) vogliono fare beneficenza informatizzando l’Africa sono padroni di farlo.
I soldi sono loro e anche se avessero dei secondi fini qualcosa di buono lo farebbero comunque.
Ovvio che altre problematiche sarebbero più importanti e più urgenti ma ognuno fa quello che crede quando usa i suoi soldi per fare beneficenza.
31 ottobre 2007 alle 23:33
Quoto quanto detto da Luigibio.
L’informazione è un bene irrinunciabile, che potrebbe aiutare quantomeno ad affrontare determinati problemi in un’altra ottica.