The D-Day after

Il Dada-Day di ieri è stata un po' una delusione. Non che mi aspettassi chissà cosa, per carità, ma non siamo andati oltre l'evento "auto-celebrativo" e, passatemi il termine, pure un po' spocchioso...

La prima tavola rotonda ha visto i partecipanti (tutti di grosso calibro) discutere di old-media e rapporto con il web. Tra gli ospiti (tralasciando ovviamente i ragazzi di Dada) chi ne esce meglio è sicuramente Kay Rush, l'unica che a quanto pare vive Internet come strumento vero e non perché "obbligata" (questa è l'impressione che mi hanno dato gli altri partecipanti): ad esempio si narra che Gianni Riotta, direttore del TG1 (grande assente della giornata di ieri) abbia imposto l'uso delle mappe di Google Earth alla sua redazione. Capirai.

Kay ha anche suggerito che devono essere gli old-media a formare "informaticamente" gli italiani, un po' come il buon vecchio "non è mai troppo tardi" degli anni 50 che ha insegnato l'italiano a tutto il paese.

Sogno irrealizzabile, aggiungo io...

L'impressione è stata netta: come dice giustamente Federica il rapporto tra lo sparuto gruppo di blogger presenti in sala (eravamo 4 o 5, ma siamo stati gli unici che alla fine hanno fatto domande) e questi "simpatici" parrucconi degli old-media che si trovano a dirigire testate online è solo di facciata.

In realtà, secondo me, l'uso della rete da parte del sistema dell'informazione appare ancora superficiale e strumentale, i media tradizionali non ne hanno interiorizzato le logiche e la filosofia. Insomma non basta una Google Maps al tg1 o bottone "commenta" sotto all'articolo del Corriere a renderli 2.0...

Insomma la frattura è ancora lontana dall'essere colmata, come dimostrato anche dal dibattito che ne è seguito: alle interessanti osservazioni e alle domande sollevate dalla sala, ad esempio da Napolux sono seguite risposte fumose e confuse...

A parole siamo tutti amici, "noi impariamo dai blog", ma quando gli si va a toccare le loro "creature" quasi cadono dalla sedia e si infervorano per domande banali (chiedere al direttore di corriere.it Marco Pratellesi cosa ne pensa della mia domanda sul modulo di registrazione che bisogna compilare per commentare sul sito del corriere).

Soporiferi gli interventi degli altri presenti, nonostante Marco Montemagno abbia fatto di tutto per tenere viva la conversazione. Ad un certo punto mi è sembrato di sentir russare Mantellini :-)

Mi ha fatto un'ottima impressione Lilli Gruber: dopo la presentazione è stata l'unica a fermarsi per scambiare due parole con noi della platea.

Intermezzo carino l'intervista a Irene Grandi da parte di Montemagno.

La seconda tavola rotonda "La musica è già 2.0?" è stata una velata marchetta per un non meglio precisato servizio Dada di vendita musica online con pagamento via cellulare (se ho capito bene 10 euro al mese per tutta la musica che si vuole).

Considerazioni conclusive:

  • E' policy aziendale Dada indossare dei calzini osceni?
  • Dada è più povera di Google (ci mancherebbe) il buffet era mooolto scarso
  • Alla fine il rapporto tra media e blogger qui in Italia è tutt'altro che idilliaco
  • Ho conosciuto persone che stimo e questo è una gran cosa. Per questo mi piace partecipare a questo genere di eventi
  • La mia macchina fotografica fa foto di merda
  • Montemagno è un "presentatore" con i controcazzi :-)
  • Zamperini è un gran personaggio
  • Bastano 2 gocce d'acqua per far tardare i treni di 20 minuti

Più ombre che luci su questo D-Day... Che brutto nome poi per un evento!

[tags]dada,d-day,dada day,blog,media[/tags]

, , , , , , ,
1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars Vota!
Loading ... Loading ...
Condividi

Articoli che potrebbero interessarti

Spiacente, nessun post correlato per questo articolo

13 Commenti per “The D-Day after”

  1. MyAvatars 0.2 Federica ha detto:

    Concordo su tutto.

    A cosa serve dire che la rete ha imposto ai giornalisti un bagno di umiltà, se in realtà non hanno imparato nemmeno a citare correttamente la fonte nei loro articoli? (solo per fare un esempio della discussione che è nata ieri). :roll:

    Come cercavo di spiegare nel mio post, imparare dalla rete significa innanzi tutto portare un profondo rispetto per i propri spettatori / lettori / consumatori, cosa che i media tradizionali mi sembra non abbiano nemmeno lontanamente iniziato a prendere in considerazione.

    [Quotata da Napolux omiodioomiodioomiodioche emozioneeee!!!]

  2. MyAvatars 0.2 Dario Salvelli ha detto:

    Insomma ho visto il tuo intervento e la tua domanda…ehehe hai letto i commenti su Twitter? :D Comunque non c’era da aspettarsi chissà che. ;)

  3. MyAvatars 0.2 Napolux ha detto:

    No, che hanno detto? Twitter è una merda per la ricerca…

  4. MyAvatars 0.2 Dario Salvelli ha detto:

    Terraminds.com . ;)

  5. MyAvatars 0.2 babel ha detto:

    premetto che ho tutti i difetti del mondo:
    1. lavoro in dada
    2. sono giornalista (sì, di quelle con la tesserina bordeaux, orrore e raccapriccio)
    3. bloggo dal 2002 (su splinder eravamo in tutto un numero a 3 cifre, a quei tempi)
    4. mi piacciono le calze colorate (al momento ne indosso un paio viola e glicine)
    ma hai ragione, pratellesi non ha risposto come avrebbe dovuto: per “tutelare i lettori e 150 anni di storia del giornalismo” non serve un modulo di 400 domande, basta una mail verificata (triangolata, come si dice da noi). avrei dovuto dirglielo, magari lo farò.
    però, dal pozzo dei miei 20 anni di appartenenza e frequentazione della vituperata lobby, ti segnalo che lamentarsi del buffet ti inserisce a pieno titolo nell’albo d’oro dei giornalisti da conferenza, secondi solo ai giornalisti da gadget. ;)

  6. MyAvatars 0.2 Napolux ha detto:

    @babel
    LOL. Io, a dieta da 2 anni e cuoco mancato, vuoi che non parli di cibo?

  7. MyAvatars 0.2 alberto d'ottavi ha detto:

    Francesco, ciao

    Il problema è che la domanda è stata posta alla persona sbagliata. In una casa editrice chi si occupa delle procedure di registrazione sono marketing e uffici legali, che danno poi istruzioni a quelli di technology per far le procedure. chi si occupa del prodotto ha ben poca voce in capitolo. nelle grandi aziende finisce sempre che non c’è mai nessuno veramente responsabile

    Pratellesi più che risponderti sul principio generale non poteva. Certo non ha capito la domanda. Ma anche su questo niente da fare: chi come te è “sul fronte” dell’innovazione vede problematiche che gli altri, dalla “retroguardia”, non vedono

    Ci arriveranno, pian piano. certo siamo stufi di aspettare. probabilmente l’anno prossimo ci parleranno di user experience, design 2.0, etc, e a noi verranno i vermi in pancia. Però nel giro dell’informazione ci sono problemi anche più grossi…

  8. MyAvatars 0.2 Napolux ha detto:

    @Alberto D’Ottavi
    Eh, lo so che Pratellesi non era la persona più adatta a rispondere. Il problema è che i vermi in pancia prima o poi bisogna tirarli fuori… :-)

  9. MyAvatars 0.2 Mr Oz ha detto:

    Ieri avevamo di fronte il più “antico” quotidiano e il più “antico” telegiornale del paese. Secondo me attaccarli così non è molto produttivo. Certo, sono all’età della pietra, ma come potrebbe essere diversamente?
    E, francamente, la registrazione del Corriere non è delle migliori (ribadisco: è un quotidiano vecchio di 200 anni, non un blog), ma la si passa in un attimo.

  10. MyAvatars 0.2 Kay ha detto:

    Ciao, sono Kay. Mi è piaciuta la domanda che hai fatto a Pratellesi l’altro giorno a D-Day, la sua risposta un pò meno. Monty ed io parlavamo ieri di quanto possa servire un incontro come D-Day e, francamente, non lo sappiamo. Personalmente, è da tanto tempo che mi sento frustrata in Italia per la mancanza di voglia di nuovo, di andare avanti. Speravo di riuscire a proporre delle novità a Radio Monte Carlo però è stato un disastro (in fatto ho chiuso con loro). Pensa, facevo un programma quotidiano, Rush Hour, e già 4 anni fa avevo inventato la rubrica Blogosfera con Montemagno per parlare di tutte le novità pazzesche nel mondo di internet. RMC mi tormentava tutti giorni perché non volevano che parlassi di queste cose. Volevano che parlassi di moda, ricette, gossip. Che fatica. Eravamo i primi a parlare di blog in radio. Sembra che nessuno abbia voglia di cambiare. Un abbraccio a tutti. KK

  11. MyAvatars 0.2 Napolux ha detto:

    Grazie Kay per il tuo commento. Questo paese per certi versi è ancora all’età della pietra. Solo chi viene dall’estero o chi all’estero si trasferisce riesce a capire pienamente i problemi dell’Italia. L’italiano sembra crogiolarsi in attesa della grazia divina.

    E questo non è l’attegiamento giusto purtroppo… :)

  12. MyAvatars 0.2 sonounprecario ha detto:

    Che dire Francesco, la tua domanda era più che legittima o meglio, era semplicemente una domanda a cui i giornalisti dell’ordine non sono più abituati. E vanno in difficoltà perché hanno paura che gli manchi la terra sotto i piedi; loro vogliono mantenere questa sorta di privilegio nel fare informazione e diffondere contenuti, come se solo loro possono essere capaci di farlo.
    La realtà è un’altra, e cioé che non si stanno accorgendo che il mondo della comunicazione e i metodi di diffusione delle informazioni e dei contenuti sono già cambiati da un pezzo e non aspettano mica un tesserino dell’odg. Certo, come dice Alberto nel mondo dell’informazione italiana ci sono problemi molto più grossi e lo si è visto in questi giorni…ma la cosa più fastidiosa è l’arroganza, l’impazienza e la strafottenza che dimostrano questi personaggi verso chi, magari più giovane, prova a metterli in difficoltà davanti a tutti.
    Avresti dovuto fargli una domanda sul digitale terrestre probabilmente… :wink:

  13. MyAvatars 0.2 RadioSNJ ha detto:

    C’è anche chi in Italia qualcosa di nuovo cerca di farlo con tenacia e passione e, piano piano, potrebbe riuscirci… noi almeno ci proviamo!
    Cara Kay, è bello sapere del tuo interesse per il web e per le tematiche e le problematiche del mondo della rete, devi solo trovare i giusti canali su cui farlo (strizzatina d’occhio…)!
    Tra l’altro, sono sicuro che, guardando tra i nomi dei nostri speaker, troverai qualcuno che conosci bene…!!!
    Un saluto ed un grazie al buon Napolux ed alla mitica Kay Rush!

    Gli amici di RadioSNJ

Lascia un commento



Chiudi
Invia e-mail