110 milioni di dollari all’anno
venerdì 23 novembre 2007Tempo fa si parlava del pulsantino "Mi sento fortunato" che oramai non utilizza quasi più nessuno. Stando a Google viene utilizzato solo dall'uno percento degli utilizzatori. Volete sapere una cosa? I 110 milioni di dollari del titolo è la cifra che Google brucia ogni anno per colpa del pulsantino "fortunato".
Come fa? Semplice. Gli utenti cliccando su "Mi sento fortunato" vengono portati direttamente al sito (non sponsorizzato) che risulta essere primo per la keyword cercata. In questo modo Google non può mostrare nessuno spot pubblicitario, perdendo ovviamente i soldi che gli sponsor pagano per quella particolare keyword.
Perché non lo tolgono allora? Le vie di Zio Google sono infinite e le risposte pure. Marissa Mayer spiega che il bottone aiuta Google a tenere i piedi per terra, ricordando all'azienda che non si lavora solo per i soldi.
Contenti loro...
Trovate la trascrizione dell'intervista radiofonica a Marissa e Sergey Brin a questo indirizzo.
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(5 voti, media: 4,80)
23 novembre 2007 alle 08:38
Provate a digitare “trombare la gnocca” e a cliccare su “Mi sento fortunato”.
LOL!
23 novembre 2007 alle 08:52
Beh, sicuramente hanno le loro buone ragioni e poi per loro cosa vuoi … son noccioline …
23 novembre 2007 alle 09:53
Ti dirò… negli ultimi giorni notavo che ho la toolbar di google su firefox, che mi fa effetto “mi sento fortunato”. Nel senso che inserisco la chiave di ricerca, clicco invio e mi apre direttamente il primo sito. Boh!
23 novembre 2007 alle 11:14
Io uso inconsapevolmente mi sento fortunato diverse volte al giorno.
visto che solitamente butto direttamente la chiave di ricerca nella barra indirizzi di firefox.
e per quanto possa essere fumo buttato negli occhi, mi piace pensare che, nonostante le perdite, tengano quel pulsantino davvero per mantenere i piedi per terra.
piccole differenze fra multinazionale amata e multinazionale odiata…
23 novembre 2007 alle 11:19
Uhm, io la vedrei in maniera diversa, in un’ottica più “storica”. Perché Google come motore di ricerca ha spopolato? Per la superiorità tecnica? Sì, ma non solo. Ai suoi tempi Altavista era un gran motore di ricerca eppure è stato letteralmente sbaragliato da Google. Il mi sento fortunato rientra a mio avviso in una serie di scelte strategiche per diffondere il “don’t be evil” pensiero, quell’alone di santità intorno a Google e quell’idea che comunque Google ha qualcosa in più da offrirti. Sarà quindi pur vero che con le ricerche perse a conti fatti si bruciano 110 milioni all’anno ma solo se non si tiene conto di quanto effettivamente anche un piccola “menata” come quella abbia fruttato in fatto di nome e diffusione del motore di ricerca stesso.
23 novembre 2007 alle 11:25
Beh… del resto se l’uno percento equivale a 110 milioni, credo proprio possano anche permetterselo.
23 novembre 2007 alle 11:46
Questa curiosità non ci fa amare google ancor di più? Direi che si tratta di un’ottima strategia di marketing
23 novembre 2007 alle 11:54
@micce
Mi sembrano quasi dei testimoni di Geova ogni tanto…
23 novembre 2007 alle 12:14
Beh, a pensarci bene non è una gran cifra, vale un paio di 6 corposi al superenalotto.
Per me potrebbero eliminarlo e dare la cifra in beneficienza, oppure utilizzarla per promuovere sistemi per l’energia pulita nel mondo.
Ciao,
Riccardo
23 novembre 2007 alle 12:52
se i 110 milioni finissero per sbaglio sul mio conto, “mi sentirei fortunato” anch’io!
23 novembre 2007 alle 12:57
interessante. Si vede che quel tasto rende google più amichevole a tutti, e al confronto 110 milioni all’anno (per loro) sono una forma di investimento
ah, questa cosa mi ha fatto tornare in mente una cosa fatta tempo fa e che mi sono stupito di aver ritrovato digitando “come trombare una ragazza” e cliccando su mi sento fortunato…
23 novembre 2007 alle 15:28
Caro giornalista sei un po’ venale! il denaro non e’ tutto!
23 novembre 2007 alle 15:58
effetivamente Google fa bene a tenerlo, inoltre le perdite sono minime… con tutto quello che guadagnano
@ Lorenzo92: troppo lol
23 novembre 2007 alle 17:03
Sei diventato giornalista del Corriere sotto falso nome
23 novembre 2007 alle 17:49
ma il corriere “ha preso spunto” (diciamo così..) da te?
23 novembre 2007 alle 18:46
@juzdongivaphuck
Eh, non me lo dire… Io questo post l’ho scritto ieri sera e l’ho pubblicato stamattina alle 6.25.
Non credo proprio che come me siano arrivati all’intervista da StumbleUpon…
23 novembre 2007 alle 18:59
arrivato un certo punto contenti loro contenti tutti
23 novembre 2007 alle 19:05
infatti io ho letto il tuo post stamattina, mentre sul corriere sarà comparso un’oretta fa…
ormai sono ad un livello bassissimo. mah.
cmq hanno apprezzato, consolati così
23 novembre 2007 alle 22:13
Pensavo,
si Google perde con il tasto “mi sento fortunato” lo spazio equivalente a 110 milioni di dollari.
Ma quello spazio dovrebbe pure venderlo no? è potenziale insomma.
Ma considerando la quantità di spazi pubblicitari a disposizione non penso che Google abbia problemi a soddisfare le richieste degli inserzionisti.
Almeno per quello che mi è capitato le campagne Google funzionano sempre come previsto.
Quindi per me non ci perde nulla.
Sbaglio?
23 novembre 2007 alle 22:23
“…..oggi mi sono stupito notando la similitudine tra un post di Napolux su Google e un articolo simile sul sito del Corriere, pubblicato di pomeriggio…..”
25 novembre 2007 alle 04:20
Che tristezza vedere che su un altro blog, la stessa notizia, viene commentata così… intendo: sul mio blog nessuno commenta!
La gente legge e se ne va! Ok, il mio blog è aperto da poco, e cerco di pubblicare articoli originali, anche se a volte manca l’ispirazione… come in questo caso, e riporto una notizia trovata su chissà quale blog o sito americano. Vabbè, tralasciando questa premessa… torno al discorso del “Mi sento fortunato”: per chi crede nella bontà gratuita di google a lasciare quel bottoncino in home page perdendo 110 milioni di dollari l’anno (precisiamo il fatto che si tratta di una stima, la cifra reale potrebbe scostarsi di parecchio!) è meglio che esca dal suo mondo rosa fatto di glassa e cioccolato! come letto in altri commenti, è ovvio che fa parte di una strategia di marketing che google si può permettere, e il bottoncino è legato alla storia stessa del motore di ricerca. Non ho letto tutti i commenti, quindi spero di non essere ripetitivo: non vi è passato per la mente che quel bottoncino può esser visto come un atto di presunzione da parte di google nei confronti degli altri motori di ricerca? Pensateci bene: se lascio quel bottoncino vuol dire che sono certo di darvi ciò che cercate al primo colpo. Credo che inconsciamente l’utente percepisca un alto livello di qualità solo vedendo quel bottoncino, che poi faccia male il suo lavoro, o che il motore di ricerca abbia la stessa efficacia di uno concorrente, poco importa.