Ma li vogliamo usare i social network?
Il CEO (CEO?, si dice così?) di meemi si fa una domanda e cerca di dare anche una risposta. Cosa bisogna fare per far usare i social network e/o i servizi di microblogging agli italiani?
Come invogliare gli utenti italiani ad utilizzare i sistemi di microblogging e social network? Mi rendo conto che può sembrare strana come domanda ma ad oggi mi accorgo che sono sempre pochi gli utenti italiani che utilizzano il social network in modo completo ed esaustivo nella sua forma piena.
Ci sono problemi, difficoltà ... o semplicemente non se ne sente il bisogno?
Molti hanno detto la loro su meemi: sicuramente la questione è interessante. Una risposta da parte mia? Semplice. Gli italiani non sono ancora "2.0", Internet è ancora un oggetto misterioso per la gran parte della popolazione, nonostante si siano visti progressi interessanti negli ultimi anni siamo ancora indietro rispetto al resto del mondo.
Basti pensare alle pubblicità di Fastweb che qualche tempo fa dicevano "abbonati per scaricare musica e film ad alta velocità". Questo è Internet per gran parte degli italiani, chat, porno, p2p e poco altro: andate a chiedere anche agli spettatori dei telegiornali. Vi diranno che Internet è un posto pieno di disadattati che picchiano gli handiccapati e poi mettono i video su iutub...
[tags]meemi,social networks[/tags]
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14 Dicembre 2007 alle 09:09
“Social che… ?” E’ questa la risposta che spesso mi sento dare da molte persone (anche dirigenti di importanti aziende) ai quali prospetto l’idea di sviluppare dei blog, crearsi un’identità on line, utilizzare i social networks o gli altri strumenti del web 2.0 !
Come dici giustamente tu, le televisioni ci bombardano di notizie legate a ragzzini che mettono i video dei propri professori su “iutub” o di gente che non fa altro che scaricare mp3 illegalmente. E per la gente questo è Internet in Italia purtroppo.
Credo che per creare una cultura “informatica” reale e corretta bisogna che ci sia un cambio generazionale anche tra coloro che fanno le notizie. Basti guardare ancora l’orrore che molti giornalisti provano di fronte alle nuove possibilità offerte per divulgare le informazione (i blog in primis…. questi pesticidi di notizie!)
Speriamo bene….
14 Dicembre 2007 alle 09:18
Mah, secondo me non è una questione di problemi, difficoltà, o di non sentirne il bisogno. E’ proprio come dici tu una questione di ignoranza. A partire da una certa generazione si è persa la volontà di indagare questo fenomeno nuovo.
Lo vedu sulla pelle dai miei genitori (che non è che siano dei matusa, 46 e 49 anni), mio padre di meno, anche perchè il PC lo usa regolarmente, ma per mia madre, se mi vede al pc con qualcosa di colorato sullo schermo (ossia l’80% delle volte tra lavori universitari, illustrazioni e menate), per lei sto “giocando”.
Si fidano di quello che viene loro inculcato dalla TV, e questo non credo certo che li aiuti ad avvicinarsi al media Internet.
Esempio stupido: mia mamma è un’ottima cuoca, potrebbe benissimo aprirsi un blog di ricette, ma non sa nemmeno che esiste questa possibilità.
14 Dicembre 2007 alle 09:34
“Internet è ancora un oggetto misterioso per la gran parte della popolazione”
Ecco il vero nocciolo della questione e la cosa che mi fa più rabbia è quello che il limite di età della nostra “ignoranza” non è cosi elevato come dice @bane ma purtroppo si inizia gia dai miei coetanei … 30 anni o poco più … e questo è davvero preoccupante
Per la questione del CEO … naaaaaaaaa!!!! solo una persona con una morosa e tanta passione in quello che credono e portano avanti
14 Dicembre 2007 alle 10:28
è un anno e mezzo che lavoro con internet e 7 anni che prenoto esami scarico dispense ecc ecc per l’uni, eppure per mia mamma e mio papà cazzeggio sempre -.-’
spesso è il non voler affrontare il mezzo nuovo, spesso è anche sentirsi inadeguati e pensare che sia difficile usarlo, spesso vedendo gli utenti che gestisco/ho gestito è proprio ignoranza a livello di civiltà, spesso è la committenza che ci marcia e approfitta delle cose brutte di internet che spingono e fanno guadagnare più che una community pulita… le questioni son tante e son troppe.
14 Dicembre 2007 alle 10:41
Rispondo a @capobecchino
Beh certo, io ho portato i miei genitori come esempio, ma posso tranquillamente dirti che tra i miei amici (gente di 20->24 anni) credo che solo un 10% utilizzi il web in modo “2.0″. Il resto è tutto uno scaricare, chattare su MSN, prendersi virus di tutti i tipi. Mi è capitato più di una volta di prendere in mano dei PC che violentati era dir poco. Questo per dirti che l’ignoranza c’è a qualsiasi livello…
Bestemmia pronunciare le parole “facebook” “digg” e compagnia bella…solo YouTube è conosciuto, chissà perchè.
Anche se qualche giorno fa, incredibile ma vero, al TG5 o a StudioAperto hanno fatto un bel servizio sui SN…
14 Dicembre 2007 alle 10:52
anche se qualche giorno fa, incredibile ma vero, al TG5 o a StudioAperto hanno fatto un bel servizio sui SN…
guarda caso proprio dopo l’avvento del blog di grillo, grazie al quale ora i siti non sono piu’ siti, ma blog (va di moda…)
comunque non credo che i telegiornali debbano parlare di sn, ma bensi di morti ammazzati, di inquinamento, tasse e scioperi..
di sn ne dovrebbero parlare gli addetti ai lavori e quei programmi (anche televisivi) tipo format…
da qualche tempo a questa parte sul tg si sente solo parlare di blog e di pasta&fagioli…ed è brutto confermare che ormai il blog diventa uno strumento vitale solo perche’ lo dice il tg5…
ciao
14 Dicembre 2007 alle 11:16
Quoto tutto! Internet, per troppa gente, significa eMule, Messenger e poco altro!
E purtroppo i media, quando parlano di Web 2.0, blog e quant’altro, non sono ancora una fonte abbastanza autorevole! 
14 Dicembre 2007 alle 11:52
rispondo a yQy
Ti voglio fermamente contraddire su questo ultimo punto.
cito: “i telegiornali debbano parlare di sn, ma bensi di morti ammazzati, di inquinamento, tasse e scioperi..”
Ma sei impazzito, secondo te e’ questa l’utilita’ e lo scopo di un TG…cioe’ fare del terrorismo, trasmettere messaggi negativi solo di quello che non va? ma vala, sii serio.
Rabbirividisco ogni volta che guardo un TG e non vedo altro che tragedia, catastrofi o qualche altra tristezza del genere.
Non dico che bisogna chiudere gli occhi o ficcare la testa sotto la sabbia, ma un TG deve fornire notizie utili e informazioni non limitarsi a stimolare la morbosita’ degli spettatori con notizie truculente (vedi trasmissioni tipo PORTA A PORTA dove ci ossessiano con i casi di CRONACA NERA…e non aggiungo altro per non scadere nella polemica); quantomeno mi aspetto che un TG fornisca un immagine della realta’ in tutte le sue sfaccettature ivi compresa la vita sociale delle persone, cio’ che fa cambiare la mentalita’ della gente e il modo di vivere, che mi auguro sia rappresentato da eventi meno grevi e piu’ piacevoli che non assassini, scioperi e quant’ altro da te citato.
Alex
14 Dicembre 2007 alle 12:02
Beh, è vero che in giro c’è molta ignoranza sull’argomento. Non solo tra le persone di una certa età ma anche tra i giovani. Pensandoci su un attimo, però, devo constatare che in molti utilizziamo i servizi di social network quasi esclusivamente perché ci tornano utili per la promozione del nostro blog e/o sito. Conosciamo tutta questa roba 2.0 perché correlata all’attività di blogger. A una persona normale può essere utile utilizzare qualcuno dei servizi 2.0, ma spesso non è necessario, si può stare tranquillamente senza. Col tempo probabilmente anche gli italiani impareranno a conoscerli e a capire l’utilità di alcuni di questi, ma si sa: qui arriviamo sempre dopo.
Però mai mi convinceranno a usare twitter!
14 Dicembre 2007 alle 12:11
[...] Ma quale è la percezione in azienda di questi strumenti? Come si relazionano le aziende, per esempio, con i social network? Recentemente una ricerca di McAfee ha determinato che in Europa solo il 21% delle aziende blocca siti come myspace e facebook, ma in Italia come sarà la percezione del fenomeno? un dubbio mi viene, visto che le aziende nel nostro paese sono maggiormente medio-piccole e quindi potrebbero ignorare o non conoscere effettivamente cosa sia un social network. Sottolineando il fatto che, come ha fatto notare Napolux oggi in un post, in Italia internet è ancora un oggetto misterioso per la gran parte della popolazione. [...]
14 Dicembre 2007 alle 12:25
al momento i servizi di microbloggin’ sono di una noia pazzesca…. quella noia che ti assale quando vedei la vecchia tua vicina di casa sostare 18 ore su 24 alla finestra.
I social network sono utili, ma bisognerebbe stutiare un metodo per velocizzare la fuffa dalla roba buona…
14 Dicembre 2007 alle 13:54
Connessioni più economiche ed efficienti: vedi uno dei miei ultimi post.
14 Dicembre 2007 alle 14:21
Secondo me non è un problema di connessione. E’ un problema culturale.
Sinceramente mi chiedo da cosa sia dipeso il successo di oknotizie e il notevole afflusso di persone anche non 2.0 che leggono quel sito.
Non certo dai pulsantini ok nei blog, che hanno un CTR minimo o nullo. Ma che soprattutto i bottoncini ce li siamo fatti a manella
14 Dicembre 2007 alle 14:40
Onestamente io uso quello che mi serve. Alcuni sono utili altri meno e si usano soltanto perchè fa “vip”. Poi altri servizi sono in inglese e scarsamente localizzati nella nostra lingua, vedi per esempio Facebook e LinkeIn, che reputo utilissimi ma altri potrebbero trovarli ostici. Altri invece sono scarsamente pubblicizzati, vedi per esempio Neurona.
14 Dicembre 2007 alle 18:42
“abbonati per scaricare musica e film ad alta velocità”.
allora in sordina mi dai ragione quando scrissi che spesso qualcuno usa male i social network;hanno potenzialità enormi per fare circolare notizie alternative cose che i giornali lasciano in cinquantesima pagina e c’e’ chi usa i social network per farci due scatole così con i calendari o per comunicarci che Paris Hilton si e’ rifatta il seno?
quella stupidaggine era in home pochi minuti fa
14 Dicembre 2007 alle 20:39
@vique
Questi sono ragionamenti che fai tu: io non possiedo la verità assoluta e non esprimo giudizi su chicchessia. Se una notizia, una qualsiasi notizia, finisce in home su OKNOtizie (fai riferimento a OK, no?) è perché qualcuno la vota: non ti piace? Votala NO.
Alla fine la gente usa i social network come gli pare, c’è chi spamma su twitter chi su twitter posta notizie utili o aggiornamenti in tempo reale da un evento.
Tornando ad OKNOtizie se guardi bene ci sono migliaia di notizie su OKNOtizie postate da chiunque circa Paris Hilton.
Alcune vanno in home, altre no. Quelle che vanno in home dopo poco spariscono se la gente non le vota in massa (non vedo Paris Hilton in homepage adesso) come accade per tutte le altre notizie.
17 Dicembre 2007 alle 19:23
[...] Italiani 1.0 Un bel post di Napolux che si chiede come mai noi italiani siamo ultimi anche nell’uso dei social networks. Ha ragione Francesco, Internet qui è ancora qualcosa di misterioso e soprattutto la banda larga non raggiunge ancora tutto il paese. Per gli itali (tags: web 2.0 internet italian italia italy tech tecnologia connessione statistiche social network rete) [...]
19 Dicembre 2007 alle 21:58
meemi: “Come invogliare gli utenti italiani ad utilizzare i sistemi di microblogging e social network? ”
La domanda, posta così, contiene già una tesi (i siti di social network sono una cosa positiva) e quindi, chi non li usa, sbaglia. Ma chi ha detto che i siti di social network sono una cosa buona e giusta?
A me pare che spesso myspace sia frequentato da chi deve vendere qualcosa (band che vogliono farsi conoscere per vendere cd, scrittori che vogliono farsi conoscere per vendere libri, politici che vogliono farsi conoscere per vendere … se stessi), se uno ha un blog (con cui, in maniera diversa, può già fare social network) per quale motivo dovrebbe usare un social network (sottraendo tempo ad altre cose)?