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Blocchi nelle autostrade (informatiche)

giovedì 13 dicembre 2007
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blocco

I notiziari di questi giorni riportano, in toni apocalittici, notizie circa i blocchi autostradali praticati dai camionisti in tutta Italia.

Manca la benzina, cominciano a scarseggiare i beni di prima necessità e andando avanti di questo passo rischiamo anche di fare il Natale mangiando pasta in bianco. ;)

Ragioniamo un po' per assurdo, divagando un pelo nella "fantascienza" (che poi tanto "fanta" non è): e se invece di scioperare i camionisti scioperassero gli informatici? E se gli informatici decidessero di scioperare non bloccando le autostrade, ma spegnendo tutti i server e i pc a portata di mano?

Alla fine le ragioni per scioperare le avremmo anche:

  • Non ci sono orari
  • Le associazioni di categoria sono una barzelletta (ma qualcuno è iscritto all'AICA? O alla AITech?) Abbiamo un "sindacato" o qualcosa di simile? Mi pare di no, ma potrei sbagliarmi (bell'articolo sull'argomento)
  • Si guadagna poco nella stragrande maggioranza dei casi
  • Il precariato (quanti "consulenti" con P. IVA conoscete? Sono precari mascherati quelli) detta legge
  • [Aggiungete le vostre personali frustrazioni lavorative]

Altro che blocchi autostradali. Se ogni sysadmin spegnesse i server su cui riesce a mettere mano (dal piccolo comune alla banca, passando per le grandi imprese, le compagnie telefoniche, ecc...) si potrebbero mettere in ginocchio tutte le infrastrutture del paese: telecomunicazioni, energia, banche, forze dell'ordine, lo Stato stesso.

Se si facessero le cose per bene si ritornerebbe al MedioEvo. La stragrande maggioranza della gente non saprebbe nemmeno dello sciopero: le TV sarebbero spente, Internet chiusa per ferie, senza dimenticare che nemmeno i quotidiani andrebbero in stampa. :D

Il bello è che per provocare l'inferno basta toccare il bottone giusto nelle stanze giuste: gli "informatici" hanno accesso ad uffici di amministratori delegati, CED, bunker e posti dove non tutti possono entrare proprio per merito (colpa?) del loro lavoro.

Altro che mettere un camion in mezzo alla strada. :D

[tags]sciopero,informatica,aica,aitech[/tags]

Questo articolo è stato pubblicato giovedì, 13 dicembre 2007 alle ore 10:50 Se non vuoi perdere nemmeno un articolo del mio blog abbonati al feed RSS. Se non sai cos'è un feed RSS puoi guardare questo video, spiega tutto!

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25 Commenti a “Blocchi nelle autostrade (informatiche)”

  1. Alberto scrive:

    Ti ripropongo il commento che ho scritto ad un post simile di Guido Serra http://guidoserra.it/archivi/2007/12/11/un-paese-in-ginocchio/

    Questo è esattamente il punto.
    Spesso le richieste che alcune categorie di scioperanti fanno sono condivisibili.
    Il diritto allo sciopero è garantito ma solo entro i limiti di regolamenti che impediscono di creare danni sproporzionati.

    Sono più irresponsabili i camionisti che violano queste norme (o come nel tuo esempio gli informatici che staccassero i cavi al posto di optare per una semplice astensione dal lavoro) o chi lascia che questo accada impunemente?

  2. sonounprecario scrive:

    ..Il problema è che se non avete associazioni / fanno schifo, non avete un sindacato…che cavolo di sciopero viene fuori? Guidato da chi? Chi sarebbe il vostro portavoce, ecc…?

    Certo, andrebbe tutto afk, ma nessuno saprebbe come e perché probabilmente… :roll:

  3. stefigno scrive:

    Scenario apocalittico, ma interessante. e estremamente veritiero.

  4. Rambo Guerrazzi scrive:

    Qui a casapiddu (casa composta da soli informatici!) lo sosteniamo da anni. Un sindacato degli informatici potrebbe davvero cambiare il mondo, gli basterebbe volerlo.

  5. DvD scrive:

    Me lo chiedevo anch’io ieri http://twitter.com/dgrossato101/statuses/494052152 :grin:

  6. Dario Salvelli scrive:

    Già senza un sindacato mi sa che ogni iniziativa sarebbe singola o organizzata magari attraverso la Rete, online: però mi auspico non accada mai…come al solito è interessante dare un’occhiata all’estero..

  7. justfrank scrive:

    Sarebbe esattamente come il finale del film “Fuga da Los Angeles” :D

  8. Monica scrive:

    Gli informatici NON sono una categoria. Almeno per come la vedo io. Visto che oggi CHIUNQUE può essere o comunque fa “l’informatico”.
    Su quale base si stabilisca se una persona sia o non sia un informatico, possa o non possa svolgere questa professione, non è dato sapere. O meglio, è lampante: una semplice quastione di relatività. Basta essere un po’ smanettoni e trovare qualche pollo che non sa nemmeno spingere “Power”: si diventa dei guru.
    Personalmente sarei molto favorevole ad un’associazione di categoria. Non come l’AICA però… una cosa “volontaria” è senza senso. L’avvocato non si iscrive all’Ordine solo se gli va; il giornalista non ottiene il tesserino solo per esporlo nel quadretto a casa di sua madre.
    Per vedere tutelati dei diritti (retribuzioni, salari, orari) ci vorrebbe l’Ordine degli Informatici. Con tanto di requisiti d’accesso ed esame d’ammissione. Probabilmente risulterò impopolare, ma d’altra parte sarebbe sorprendente che un informatico “vero” avesse timore di un esamino, in fondo.
    Naturalmente mi rendo conto che è fantascienza, l’attuale mercato non consentirebbe mai una cosa simile perché significherebbe valutare gli informatici come veri professionisti al pari di un medico o un notaio e non come bassa manovalanza come veniamo considerati adesso… quindi pagarli molto di più… e poiché i politici non fanno parte della categoria… :roll:
    Chiedo scusa se sono andata off-topic… si parlava di scioperi, beh, dove lavoravo un anno fa eravamo inquadrati come metalmeccanici… avevamo dei rappresentanti sindacali assolutamente impreparati a gestire le nostre problematiche… insomma noi informatici siamo messi male in tutti i sensi! :lol:

  9. Napolux scrive:

    @Monica
    Premessa: il post è “Pour parlè”. Tornando invece alle associazioni di categoria, agli albi ecc… Che si facciano, santo Dio. Però devi avere il “sotto-albo” dei programmatori, il sotto-albo dei sistemisti, quello degli analisti, quello dei project manager.

    L’avvocato è avvocato, il medico medico: anche se con specializzazioni diverse la “base” è sempre quella. Conosco sistemisti che non sanno nulla di programmazione e programmatori che a malapena sanno formattare un PC (sbagliatissimo, ma è così).

    L’attuale mercato non consentirebbe mai una cosa simile perché significherebbe valutare gli informatici come veri professionisti al pari di un medico o un notaio e non come bassa manovalanza come veniamo considerati adesso…

    Quanto è vero… ;)

  10. gianlucamat scrive:

    Uno sciopero del genere servirebbe soprattutto a far ragionare molta gente che crede di non aver nulla a che fare con il mondo dell’informatica, ma che invece, pur non sapendolo, ne è indissolubilmente legata :wink:
    Se si organizzasse qualcosa del genere credo che lo scenario sarebbe davvero pauroso :twisted:

  11. Monica scrive:

    Albo unico, esami differenziati – come avviene per gli ingegneri. Non ci vuole ’sta gran scienza per immaginarlo, solo volontà per farlo – volontà che, appunto, manca.

  12. Monica scrive:

    Poi però ci sarebbe da discutere sulla differenziazione delle specializzazioni all’università – e lì allora cadremmo nel dramma, ci sono corsi di laurea dalla definizione iper-specializzata e corsi di laurea in Informatica Generale… insomma sicuramente la quastione è complessa… magari negli anni le cose si faranno più chiare, chissà… ma nel frattempo gli sfigati che si trvano in mezzo siamo noi :neutral:

  13. Marco P. scrive:

    L’informatica è cultura.
    Non si possono porre limiti alla cultura, e qualsiasi certificazione risulterebbe obsoleto nello stesso tempo in cui viene pensata.

    Sono i propri curriculm che parlano, le proprie esperienze.
    Con quelle non si mente.

  14. Napolux scrive:

    @Marco P.
    Anche le lauree in giurisprudenza diventano obsolete, non con la velocità tipica del nostro settore, ma se non ti tieni aggiornato dopo anni diventi obsoleto, comunque.

  15. Monica scrive:

    Anche i medici devono continuamente aggiornarsi. Vale anche per gli avvocati, pensate a quante leggi abbiamo e a tutti i cavilli e a come cambiano, e alle sentenze… vale per TUTTI coloro che vogliono fare bene il proprio lavoro. Perché gli altri devono però essere tutelati e noi no?

  16. antonio scrive:

    Purtoppo questa è l’italia……..I PREPOTENTI OTTENGONO SEMPRE TUTTO
    e il bello è che chi ne deve subire le conseguenze siamo sempre noi ultimi fessi
    che non sappiamo imporre i nostri problemi.
    P.S. per i camionisti : quando però scorrazzate per le strade a velocità non ammesse, o fate sorpassi senza neanche guardare gli specchietti, ricordatevi che potete fare un’altro sciopero per non far circolare le auto, tanto il governo a noi ci darà sgravi a suficienza per comprarci una bella bicicletta………..CIAO :mrgreen:

  17. flashmotus scrive:

    albi? non sono per niente d’accordo signori.
    Sono a favore di Associazioni di categoria (qualcuna già esiste?) che prevedano per l’iscrizione una corretta posizione fiscale ed un curriculum per testimoniare la propria professionalità nel settore. Che siano fondate con uno statuto democratico e regole basate sulla meritocrazia.
    Riguardo allo sciopero, sempre “pour parlè”, sarebbe già tanto definire quali obiettivi comuni perseguire.

  18. gianniditacco scrive:

    per fortuna non esiste un sindacato anche degli informatici altrimenti ci sarebbe un’altra categoria che prende in ostaggio l’Italia per mettere in evidenza le proprie, anche giuste, rivendicazioni :cool:

  19. Napolux scrive:

    @gianniditacco
    Adesso però ci dici chi sei, visto che commenti con un IP della Camera dei Deputati

  20. cd /var/(b)log/ - Il Blog di Tommaso Galli » Blog Archive » Sciopero 2.0 scrive:

    [...] Sciopero 2.0 Sulla falsa riga di un post di Napolux esterno una riflessione in realtà datata qualche settimana fa dopo aver incocciato davanti ad un Carrefour uno sciopero per il rinnovo del contratto del Commercio (volevo linkare qualcosa di decente, ma si trovano poche fonti..). [...]

  21. flashmotus scrive:

    Napolux, la terza camera “virtuale” del parlamento italiano… :smile:

  22. UMI scrive:

    Non male non male, non oso immaginare il casino che viene fuori e credo peggio di quello dei camionisti, ce lo vedi uno che usa internet per svariate ore al giorno a stare senza connessione … l’apocalisse :)

  23. Federico scrive:

    Ma il sindacato IT comprende sia programmatori che sistemisti? :lol:

  24. Simbios scrive:

    Napolux metti questo articolo sul Dsy…sarebbe di insegnamento a molti;)

  25. gigicogo scrive:

    Per mia SFORTUNA non sono più sysadmin da tempo.
    Ma solo perchè lo sono stato e perchè, ora, ne coordino molti. Capisco, Comprendo.
    Molti pensano che l’ICT abbia regole.
    Sulla carta si. Ma tutto è legato alla buona volontà delle persone che fanno questo maledetto lavoro con passione.