Brutta gente - 3
giovedì 16 agosto 2007A volte rimango semplicemente allibito. Tante volte mi trattengo, altre volte lo scrivo anche su questo blog.
Caro Valentino Rossi,
ci hai preso per un popolo di rimbambiti? La casa con solo un trofeo sul finto caminetto e una mensola piena di libri (ah, è vero sei "dottore" in comunicazione)... Sembra quasi uno studio televisivo...
Tu e i tuoi legali (che avranno sicuramente organizzato quello scherzo che chiamano comunicato video in cui cerchi di passare per martire perseguitato dal fisco e dai media italiani) potrete ingannare i tuoi fan 15enni che sbavano per te e la tua motoretta, ma chi vuoi prendere per i fondelli dicendo che hai scelto Londra come residenza perché ti piace?
Tutti (o quasi tutti) sanno che Londra è praticamente un paradiso fiscale, solo che non dà troppo nell'occhio. Basta leggere questo articolo de Il giornale, che riassumendo dice:
Tutto gira attorno alla formula del resident but not domiciled, residenti ma non domiciliati. Una formula che risale all’epoca vittoriana, creata a quei tempi per tutelare chi aveva interessi nelle colonie. Il fisco della Regina di ferro tassava solo il reddito che entrava in Inghilterra, mentre tutto il resto era esentasse. La scappatoia adottata dai super ricchi di oggi è la stessa usata da chi aveva piantagioni in Africa o nelle Indie.
Uno stratagemma (oggi sfruttato da oligarchi russi, imprenditori indiani, armatori greci, petrolieri arabi e banchieri europei) consolidato da oltre un secolo di giurisprudenza delle corti inglesi e che sopravvive nei Taxes Act, le norme fiscali attualmente in vigore.
Ovvero, per spiegarla in breve: se risiedi fuori dall'Italia (semplificando al massimo: non paghi tasse se non sei residente e/o non possiedi proprietà su suolo italiano), i tuoi redditi, se non prodotti su suolo inglese non sono tassabili. Praticamente spariscono o quasi, inscatolati in società di comodo se uno vuole.
Maggiori dettagli: All About Italy
Strano che FastWeb mandi ancora in onda le pubblicità col suddetto.
Menzione speciale, per concludere: Zucchero. Stranamente riesce a trovare gente disposta a pagare 1.000 euro per assistere ad un suo concerto. Insultarle è doveroso per carità, ma non se sei quella persona che si becca i 1.000 euro.
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(2 voti, media: 4)
16 agosto 2007 alle 10:31
Mi fa morire che dice “Vivo a Londra non a Paperopoli o in qualche altro paradiso fiscale” - Il Fisco gli ha risposto - Tu no ma le tue “imprese” (di cui sei proprietario) hanno sede a Montecarlo, Bahamas, Caiman… - mah meglio che corra senza fare altre dichiarazioni e peggiorare la situazione …
16 agosto 2007 alle 11:37
Vorrei precisare che scegliere un paese ove pagar meno tasse sul reddito non è reato.
E non è altresì reato se in quel paese la legislazione fiscale ti consente di bypassare tutti i redditi percepiti al di fuori di quello stesso paese.
Detto questo, il Rossi del video, che è bene ricordarlo di mestiere fa il pilota di moto (e i cui fans pare non siano solo i 15enni, basta guardare come è formato il pubblico che segue le gare), è sicuramente un Rossi che ha ricevuto istruzioni su cosa dire e come dirlo. Ma proprio perchè di mestiere non fa il guru del marketing o della comunicazione.
Ultima precisazione, Valentino ha commesso l’errore di trascorrere in Italia più di 6 mesi all’anno. In caso contrario, il Fisco non avrebbe nulla da chiedere, se non una stupidaggine in virtù della legge che regolamenta il regime fiscale di doppia tassazione.
16 agosto 2007 alle 11:39
Quanto a Zucchero… se tutti gli “uomini di strada” gli si rivolgessero con gli stessi appellativi che lui ha usato al concerto, praticamente sarebbe il coglione no.1 d’Italia…
16 agosto 2007 alle 11:55
Sì, ha trascorso i 6 mesi, ma ha anche società che investono in immobili, auto di lusso e altre proprietà tutte riconducibili a lui…
Sia chiaro, Rossi si è trovato in mezzo a una gestione maldestra fatta da chi gli sta intorno (dubito seriamente che abbia titoli di studio superiori alla licenza media, tranne la laurea honoris causa, e che sappia come vengono gestiti i suoi soldi per filo e per segno), ma che almeno abbia la decenza di stare zitto, o quanto meno di non metterci la faccia cercando di passare per vittima dello stato.
16 agosto 2007 alle 12:02
la vergogna ulteriore è il comportamento del tg1
rossi ha negato qualsiasi intervista sull’argomento ora e per sempre ed ha mandato una cassetta registrata. ora, chi ha detto che il tg1 debba mandarla in onda? ma chi sei, il presidente della repubblica? se vuoi dire la tua ti mando un giornalista a fare le domande. se poi il tg1 ritiene che l’argomento sia di rilevanza nazionale, allora manda in onda la cassetta ma poi intervista un finanziere che si occupa del caso, tanto per completezza d’informazione. macchè!!!
sono stufo di vedere l’informazione asservita al riccone di turno e chi fa onestamente il proprio lavoro di pubblico ufficiale venire sbeffeggiato come un cretino qualunque.
16 agosto 2007 alle 12:29
@maxi
E il TG5 dove lo metti? Anche loro hanno trasmesso il filmato… Io non ho visto né uno né l’altro a dire il vero…
16 agosto 2007 alle 12:43
@napolux
il tg5 non lo considero un telegiornale. è un varietà che oltretutto fa capo ad un aspirante presidente del consiglio che predica l’evasione fiscale.
il tg1 è fatto anche coi soldi miei e tuoi
hai proprio ragione: che brutta gente!
16 agosto 2007 alle 13:23
[...] soprattutto con indignazione e sdegno. [...]
16 agosto 2007 alle 13:34
non saprei che dire piu’ di tanto sull’ argomento,dato che gia si e’ detto tutto .., e tanto ancora si dovra dire ,per e’ normale parlare di valentino come uno che ruba, ma diciamoci la verita’ se noi eravamo eravamo al suo posto (anche se lui sono sicuro di tutto il suo patrimonio o dei suoi giri di soldi ne sa ben poco) anche noi facevamo lo stesso .. perche non siamo stupidi i soldi fanno la felicita’ … no?… e cosi’ piantamola con questi “piagnistei” che ‘e un ladro o un furbetto… i santi sono altri non noi comuni mortali…..!
16 agosto 2007 alle 14:36
Sempre la solita storia, se ti chiami Berlusconi, tutto ciò che è di tua proprietà è me…a, vero maxi?!
Solo verso la RAI si può essere polemici per la mandata in onda del messaggio di Rossi. Il TG5 infatti campa con soldi propri e non con quelli dei cittadini. Di conseguenza può permettersi il lusso di trasmettere ciò che vuole, salvo disaccontentar eil suo pubblico. Questo sì.
@Napolux: il Fisco si è fatto sentire solamente perchè i redditi percepiti al di fuori del territorio inglese, non vengono conteggiati dal fisco britannico. In caso contrario, il Fisco italiano non avrebbe aperto bocca.
Nella realtà ha pensato: “non li tassi tu quei redditi? Allora li tasso io!”.
La ricerca di dindini è quanto mai di primaria importanza per l’Erario…
16 agosto 2007 alle 15:18
@Chirstian: vedo che appartieni alla scuola di pensiero de “la TV privata non si paga”. Beh, dolente, appartiene a una scuola di non-pensiero. La TV privata va avanti perché il proprietario ci vuole tutti bene? La TV è senza profitti? No.
Ti svelo una cosa. La TV privata campa di pubblicità. Tanta, tantissima pubblicità se parliamo di Mediaset. Fare pubblicità su Mediaset costa parecchio. E sai dove si ripercuote questo costo nella catena produttore-consumatore? Uh, indovina? Sul consumatore.
Detta in parole povere, la TV privata la paghiamo ogni giorno quando andiamo a fare la spesa, poiché ogni prodotto pubblicizzato ha un prezzo maggiorato per recuperare il costo della pubblicità lungo la catena produttore-consumatore.
A conti fatti, ci costa più la TV privata (soprattutto col tasso pubblicitario di Mediaset) che la TV pubblica. E visto che la TV privata è il luogo più appetibile per fare pubblicità, è banale affermare che la TV privata è la responsabile dei sovrappezzi sui prodotti. Pertanto, pretendere qualità e imparzialità da quella TV non è un optional, ma dovrebbe essere un sacrosanto diritto di ogni utente della TV, ovvero di ogni cittadino, visto che la TV privata classica (mediaset, TMC/La7) è “imposta”.
16 agosto 2007 alle 15:19
Siamo alle solite, noi italiani ci lasciamo affascinare anche dagli imbroglioni anche se sono dei personaggi di spicco come valentino rossi. Un italiano che sceglie di vivere in altri paesi per non pagare le tasse, la prima cosa è un furbo ed i furbi non sono intelligenti, la senda cosa non sono da ritenersi italiani e si dovrebbe a questi vietare di fare affari in italia e se il caso non farli neanche entrare per la propria attività. Mi piacerebbe che alcuni politici di sinistra e di destra vorrebbero prendere in considerazione la cosa in modo che tanti furbi imparassero un pò ad amare il proprio paese e non solo a sfruttarlo. romeo
16 agosto 2007 alle 15:41
ou ma siete fuori per fuori, io non ho 15 anni e penso che Valentino abbia fatto benissimo a sfruttare l’opportunità che da l’inghilterra come chiunque sfrutta le agevolazioni dei paradisi fiscali, gli stupidi sono i nostri governanti che non hanno capito che se facessero diventare l’italia un paradiso fiscale i paperoni verrebbero da noi e non il contrario e invece no noi poveri mortali più stupidi dei nostri governanti, perchè gli permettiamo di fare queste s…, dobbiamo pagare più tasse di quanti soldi guadagnamo. Per il signore della TV è meglio che lasci perdere perchè la RAI è l’esempio del fallimeto italiano visto che non riesce a mantenersi sfruttando la pubblicità (che non dovrebbe esistere) e dai soliti stupidi che pagano il canone, almeno la TV privata non chiede la gabella e siamo noi a scegliere se acquistare o meno un prodotto perchè publicizzato, non ci viene imposto dai nostri dipendenti (o governanti o meglio ancora strozzini)
16 agosto 2007 alle 15:44
@Nemo. spiacente ma non condivido il tuo pensiero da “arrampicata sui vetri”.
Secondo il tuo pensiero, stesso discorso varrebbe per i giornali, per la radio, per il web… insomma tutti i canali mediatici e di distribuzione di notizie.
Tanto vale a questo punto bandire la pubblicità, declassiamola da “anima del commercio” e torniamo al passaparola nostrano.
16 agosto 2007 alle 15:51
dire vergognati a valentino per il video è poco, la sua bella faccia da ragazzino burlesco non dovrebbe bastare a evitargli il giusto che deve pagare.
Furbetti ce sono tanti ma lui li ha superati tutti con il video.
tanti italiani pagano le tasse onestamente,spero che lui abbia delle conseguenze serie se non le ha pagate come sembra, e insieme a lui gli altri atleti e dottori e imprenditori, artisti che mangiano in italia e risiedono a montecarlo etc.
spero che montezemolo ripensi alla sponsorizzazione fiat.
16 agosto 2007 alle 18:11
Ehm, occhio che qui, come ovunque salta sempre fuori Berlusconi. Lasciatelo perdere nei commenti, che per una volta non c’entra nulla.
Anzi, gli accertamenti su Rossi sono partiti 3 anni fa, quindi sotto il suo governo
16 agosto 2007 alle 19:41
@Napolux: il mio riferimento “cavalleresco” è stato solo un appunto veloce
17 agosto 2007 alle 00:15
Secondo me ha fatto bene a sfruttare l’agevolazione fiscale visto che in Italia c’è la tendenza di prosciugare chi ha dei beni, anche se modesti.
).
Nel video di Rossi è vero che ha affermato di non trovarsi in un paradiso fiscale ma mi sembra di ricordare che ha anche detto che si è trasferito sia perchè gli piace come paese, sia per questioni economiche, come ha fatto anche Capirex trasferendosi a Montecarlo e credo molti altri. Si sa da sempre, non è una novità. Credo che commercialisti e avvocati ad una persona con un reddito del genere lo consiglierebbero subito di trasferirsi. Poi, da quanto ho appreso dai media, mi sembra di aver capito che Rossi paga le tasse per beni immobili che ha in Italia come appartamenti e mezzi. Comunque presto vedremo chi ha sbagliato, se lui o lo “Stato”(e la cosa non mi stupirebbe
Per le polemiche su Rai e Mediaset io sinceramente apprezzo piu la seconda per il semplice fatto che ricava i guadagli dalle pubblicità a differenza della Rai che oltre alla pubblicità, che non dovrebbe proprio esistere su queste reti, chiede dei “rimborsi” tramite una Tassa chiamata Canone, anche se ad oggi più che Tassa è diventata un Imposta.
17 agosto 2007 alle 01:04
@Cristian: non è arrampicata sui vetri, semprice logica. E la logica non va condivisa o meno. La logica è logica.
17 agosto 2007 alle 10:22
@Void: se l’italia ha una pressione fiscale considerevole è perché esiste gente come Rossi. E sono tutte persone ricche come e (molto) più di lui, che non vengono “beccate” quasi mai. Se questo paese si ostina a tenere i mega-evasori sotto una campana di vetro, la situazione non cambierà mai.
Per quanto riguardo il discorso Rai/Mediaset che fai, mi sembrano le solite frasi fatte, trite e ritrite. La RAI non dovrebbe avere pubblicità. Bene. D’accordo.
Innanzitutto il tasso pubblicitario di RAI è nettamente inferiore e anche di diversa qualità. Ad ogni modo…
La RAI è praticamente costretta alla pubblicità dall’elevato tasso di pubblicità che Mediaset mantiene. Senza fare pubblicità, gli introiti RAI sarebbero talmente bassi rispetto a quelli Mediaset, che la RAI crollerebbe, senza poter più acquistare un cavolo di niente, da prodotti, a film, a conduttori.
Questo è dovuto al fatto che non esiste un tetto per la pubblicità e Mediaset nei programmi in prima serata che tirano arriva a fare la pubblicità anche in contemporanea al programma (vedi i vari telefilm quali Dr. House). La cosa, oltre che scorretta verso il pubblico, mi pare non sia nemmeno tanto legale (e ti pareva), tant’è che le Autority hanno pure invitato la Mediaset ad eliminarle (cosa che ovviamente dall’alto della sua potenza non ha fatto). Tale tipo di pubblicità non l’ho vista nemmeno nei canali USA. Uno schifo.
Cmq, tornando a noi, visto che Mediaset può fare tonnellate di pubblicità, i suoi introiti sono allucinanti e se la RAI non facesse pubblicità, avrebbe già chiuso bottega. Questo perché non esiste (o se esiste non la si fa rispettare, come al solito) una legge che regolamenti il mercato pubblicitario.
Lo sproposito della potenza economica Mediaset si vede sin dal passaggio di Bongiorno da RAI a Mediaset (decenni or sono), grazie a uno stipendio moltiplicato per 10, per stessa ammissione del conduttore-dinosauro. All’epoca era fuori da ogni concezione (come lo era pagare i giocatori di calcio miliardi al secondo prima che un certo Silvio comprasse i rossoneri).
Se si permettono questi abusi di potere e ovvio che alla fine le persone si lamentano della cosa più ovvia, senza ragionare un po’ di più.
Il fatto è che la televisione dovrebbe essere come in Svezia, dove la SVT, PUBBLICA, copre il 90% delle trasmissioni.
17 agosto 2007 alle 10:44
@Nemo: mi spieghi perchè lo Stato dovrebbe mettere dei paletti a delle aziende private? Ovvero, io Stato impongo a te TV privata (nel nostro caso Mediaset) di guadagnare solo fino ad un certo limite.
Ma il mercato non dovrebbe essere libero? Non sarebbe ora di finirla con questo sistema socialista dello Stato che interviene in normali contrattazioni tra privati? (e il nostro esempio è solo uno dei tanti…)
Legge che regolamenti il mercato pubblicitario… certo certo, assieme ci facciamo anche una legge che regolamenti la quantità di pane quotidiano che un cittadino può acquistare, la quantità di acqua, il numero delle volte che si può prendere un treno, il numero delle volte che si può andare in vacanza, la quantità massima di telefonate che si possono fare…
Che bel mondo liberale sarebbe. Il defunto Stalin esulterebbe.
Sorry Napolux, siamo andati terribilmente OT
17 agosto 2007 alle 11:11
1. Il mercato pubblicitario è regolamentato ovunque. Informati. Server a garantire il pluralismo e la qualità del media.
2. Se le cose non si regolamentano, sfuggono di mano, come accade in qualsiasi ambito italiano
3. Se ti piace una TV con un rapporto pubblicità/prodotti 10:1, buon per te, ma non esisti solo tu.
4. La tua differenza tra Stato e privati è troppo netta. I privati sono parte dello stato, come te e me.
È una questione di qualità del prodotto, di rispetto dell’utente e di controllo dei prezzi. I commercianti non possono fare quello che gli pare, perché altrimenti sono i consumatori a rimetterci. Ma vedo che il ragionamento è troppo complesso, visto gli esempi comparativi che hai riportato che sono inerenti come una pornostar in chiesa. Dò forfait.
17 agosto 2007 alle 11:58
Le cose vanno regolamentate, non limitate.
Quanto alla TV pubblicità/programmi 10:1 non fa esultar enememno me, ma la preferisco alla porcheria di programmi che si vedono in RAI (almeno per ciò che intendo io per TV).
La differenza tra Stato e privati DEVE essere netta. In realtà il nostro Stato da sempre ha rivestito la figura del privato (oltre a quella di Stato…).
Forfettizzo anche io
17 agosto 2007 alle 12:27
@cristian: ho detto che il proprietario di mediaset invita costantemente alla ribellione fiscale. è un fatto. se puoi, contestalo. gli slogan, invece, sono tutti già sentiti. inoltre, se l’erario è a caccia di dindini perseguendo l’evasione dovresti esserne contento: se non ci fosse stato questo massiccio recupero di imposte evase gli stessi soldi li avrebbe dovuti mettere la società, me e te compresi.
le tv private operano perchè lo stato dà in concessione le frequenze. che ci siano delle regole è sacrosanto.
per tornare sull’argomento, la mia critica ai tg non voleva portare il discorso sulle televisioni ma sui giornalisti. comunque la pensiate, non credete che mettere il microfono sotto il naso di un personaggio e fargli dire quello che vuole senza contraddittorio sia tutt’altro che giornalismo?. i (sedicenti) giornalisti oggi si limitano a riportare le dichiarazioni di altri, senza nessun approfondimento, senza nessuna inchiesta indipendente. è giornalismo questo?
17 agosto 2007 alle 12:43
Chissà perché sono convinto di avere usato il verbo regolamentare più e più volte…
17 agosto 2007 alle 13:52
@maxi: sulla qualità del giornalismo sono daccordissimo con te, non c’è professionalità. Anche per i programmi TV posso essere daccordo che non c’è una grossa qualità, ma sicuramente tra le reti preferisco di gran lunga Mediaset.
@Nemo: le mia frasi sono le solite frasi fatte, trite e ritrite, semplicemente perchè la situazione non cambia, è la stessa da tempo. Preferirei che la RAI ricavasse solo dalle pubblicità piuttosto che sottrarre soldi allo “Stato” o ricavandoli da quella finta Tassa/Imposta.