C’è aria di rivolta?
lunedì 23 aprile 2007Negli ultimi giorni ho letto 4 post e 4 idee diverse sul rapporto tra programmatore (sistemista o grafico, a seconda del caso) e clienti/utenti. Noi informatici siamo visti spesso come una casta a parte: davanti ad un pc passiamo giornate intere, siamo la versione moderna del topo da biblioteca.
Ammettiamolo, a volte ci piace passare per lo smanettone, per l'hacker che tutto risolve e con una tastiera in mano è un dio all'occhio del povero utonto, a volte ci sentiamo frustrati per la totale mancanza di iniziativa da parte di chi ci sta davanti.
Ha ragione da vendere Merlinox quando dice:
Purtroppo, specialmente nel nostro mestiere, nel mestiere informatico, dove quasi tutto è virtuale, spesso siamo soggetti a essere considerati dei perditempo. Il nostro lavoro spesso è banalizzato. Quante volte vi siete sentiti dire "ma ci vuole tutto quel tempo per fare quella cosa lì?". Oppure dopo ore e ore di analisi per un CMS, il cliente (spesso accade anche con i propri commerciali, a volte mal formati e troppo simili ai clienti...) cambia una specifica, reputata da lui una cavolata, e il vostro sistema crolla come un castello di carta.
Purtroppo il problema è sempre legato alla cultura informatica media. Se facessimo vestiti su misura la gente non si stupirebbe a pagare 100 ore di lavoro, perchè si rende già conto di quello che c'è dietro. Ma quanti dei navigatori "medi" si rendono conto delle ore di lavoro che ci sono dietro ad un sito? Quanti distinguono un sito fatto da un professionista da un sito fatto da un amatore o da un buffone?
Il problema è proprio la cultura informatica media: il post di Dario riporta un grafico della diffusione di Firefox in Europa: l'Italia è ultima, cazzarola. Siamo messi peggio dell'Ucraina. Sarà colpa del linguaggio usato dalla nostra "casta", sarà colpa del classico "Impara l'arte e mettila da parte" o è colpa di chi proprio non ha nessuna voglia di avvicinarsi ad un PC e andare oltre il classico "Internet, Office e poco altro"?
Io propendo più per la seconda. Possiamo essere "aperti", possiamo usare un linguaggio terra-terra, possiamo rivelare ogni nostro più piccolo segreto, ma se dall'altra parte non c'è nessuna volontà di apprendere... Beh, non possiamo fare molto.
Mi chiedo solo se questa brutto vizio della passività (in ambito informatico, ma non solo), sia sempre stato intrinseco dell'italiano medio o sia una novità di questi ultimi tempi...
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24 aprile 2007 alle 09:00
Grazie mille della citazione Napolux. Per quanto riguarda lo stato di arretratezza dell’Italia per me purtroppo è meramente un problema POLITICO, non tecnico.
I migliori web-something sono spesso italiani e spesso lavorano all’estero. Idem per registi e attori. Idem per i medici.
Lo stato italiano non ci (italiani) mette nelle condizioni di migliorare. La scuola dal punto di vista internet è partita tardissimo e i docenti non sono formati in alcun modo. Le infrastrutture sono fatiscente. I collegamenti sono ancora molto costosi e 30€ / mese per l’ADSL + 50 € di finanziamento per il PC non tutte le famiglie possono pagarli. Il terrirorio non è coperto.
Esempio fra tutti il NIC e Italia.it, statali e fatiscente.
24 aprile 2007 alle 09:28
Se posso permettermi di allargare il discorso di Merlinox, direi che è un problema CULTURALE. Ovviamente culturale dipende direttamente da politico. Qualche partita di calcio: incidenti a destra e a sinistra a Roma, un tipo sul motorino MUORE e io ci metto 2 ore (dico 2 ore) per tornare a casa. Tutto questo casino non accade per altre cose, non so, il miliardo di persone che muoiono di SETE, il partito PD (Partito DemocrISTIANO), la Telecom venduta all’estero etc. etc. La colpa? La televisione raggiunge il 99% delle case: basta con GF, reality, uomini e donne, buone domeniche e stronzate simili! Se poi ci mettiamo in mezzo che la situazione della banda larga in Italia è disastrosa per colpa del monopolio e connivenze politiche varie, si chiude il cerchio. Non è che gli italiani siano più stupidi geneticamente, è la cultura (già toppata alla grande nel nostro sistema nozionistico scolastico) il problema fondamentale. Vi siete mai chiesti perché se vai in un paese straniero qualsiasi e fermi qualcuno e gli parli in inglese CAPISCE e RISPONDE? Vi siete mai chiesti perché in Italia se parli in inglese vedi solo facce sconcertate?
24 aprile 2007 alle 09:31
24 aprile 2007 alle 09:33
E’ quello che sostengo io: infatti l’esodo dei cervelli è impressionante in Italia, in qualsiasi campo.
Sorry ma ho fatto del casino!
24 aprile 2007 alle 09:56
Già, infatti gli italiani si sono sempre distinti per ingegnosità e fantasia…vedi il concetto del made in Italy (paese di santi, poeti e navigatori).
24 aprile 2007 alle 09:58
Il microprocessore? Lo inventò un certo FAGGIN (italiano).
Il telefono? Lo inventò un certo MEUCCI (italiano).
La radio? La inventò un certo MARCONI (italiano).
E andiamo!
24 aprile 2007 alle 10:00
@Maurizio Silvestri
Beh, roba di qualche anno fa. IMHO negli ultimi 5 anni siamo andati peggiorando
24 aprile 2007 alle 10:05
Negli ultimi anni le scoperte continuano spesso a essere di italiani, ma all’estero! Perchè in Italia per mancanza di strutture o peggio ancora per impedimenti legali, non si fa una cippa!
24 aprile 2007 alle 10:26
io mi accontento di sapere che la maggior parte di quelli che passano dal mio blog lo facciano usando Firefox http://www.sitemeter.com/?a=stats&s=s29alblog&r=13
Non è una gran consolazione ma sapere che chi passa a casa mia lo fa usando Firefox un po’ mi conforta
24 aprile 2007 alle 10:36
Da inizio anno gli utilizzatori di Firefox sono il 28.52% sul mio blog. Ma il dato da vedere è che ancora il 7,45% sono a 800×600!
24 aprile 2007 alle 10:53
Sul fatto che l’informatico non sia visto come un mestiere tradizionale, e quindi non sia degno di rispetto, ho scritto un post qualche settimana fa dal titolo piuttosto ironico:
7 motivi per cui gli informatici sono ricercatissimi (dai rompiscatole)
Sempre su questo argomento, allo ZenaCamp porterò una presentazione in cui cercherò di dare una spiegazione a questo fenomeno.
24 aprile 2007 alle 12:49
Il fatto che gli italiani costituiscano un’eccellenza all’estero è una semplice deformazione. In primo luogo perché tutti gli emigrati in genere costituiscono un’eccellenza, e in secondo luogo perché sono i media ad amplificare oltremodo tutto quello che fanno questi cervelli fuggiti via.
Gli italiani sono sotto la media in quasi tutto e il motivo è solo uno: il sistema scolastico è ridicolo. E non è con qualche computer in più o con collegamenti a banda larga più economici che si risolve il problema.
24 aprile 2007 alle 16:55
Veramente io ho citato quei 3 tizi perché se ora stiamo scrivendo qua sopra lo si deve a loro: io uso un computer con microprocessore (Faggin) sono collegato alla rete grazie al telefono (Meucci) e la tastiera è collegata al computer via bluethoot (radio, quindi Marconi). Scusate se è poco.
24 aprile 2007 alle 16:57
Ok, certo, la Rete è un’invenzione americana ok…