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Il WiMax italiano

sabato 13 gennaio 2007
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Entro il giugno 2007 verranno rese disponibili le prime licenze per il servizio WiMax: il dispositivo che permette l'accesso su vasta scala alla rete a banda larga tramite tecnologie wireless.

E' quanto emerso dall'accordo siglato dai ministri della Difesa, Arturo Parisi, e quello delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni. "Con questa intesa - si legge in una nota - a partire da giugno 2007 verranno resi disponibili più lotti di frequenze (nella banda WiMax 3,4-3,6 GHz) per iniziali complessivi 35+35 MHz, ripartibili anche su più macroaree nazionali".

Sfortunatamente, le frequenze usate da Wi-MAX sono di proprietà dell'esercito e solo a Dicembre 2006 si è raggiunto un accordo per liberalizzarle. Ora si pensa di assegnarle agli operatori commerciali con delle aste pubbliche molto simili a quelle usate per assegnare le frequenze dell'UMTS.

Perchè le aste sono una idea sbagliata?

Il caso dell'UMTS ha reso evidente il motivo per cui mettere all'asta le frequenze è una pessima idea: gli alti costi dell'asta devono poi essere scaricati sull'utente finale e, di conseguenza, trasformano in un prodotto di lusso, accessibile a pochi privilegiati, quella che avrebbe dovuto essere una soluzione tecnica destinata ad abbattere i costi di connessione ed a favorire i meno abbienti.

Non solo, questa situazione esclude dal mercato i piccoli operatori e, di conseguenza, rinforza ulteriormente la posizione di mercato ed i privilegi delle grandi aziende del settore. (Associazione Italiana Internet Providers).

Informatevi su questi temi. Maturate una vostra opinione. Diffondete le informazioni che avete raccolto e le opinioni che avete maturato. Solo la presenza di testimoni come voi, attenti e tecnicamente competenti, può costringere i nostri politici a rendere conto del loro operato e, di conseguenza, ad agire veramente nell'interesse della comunità e dei singoli cittadini/consumatori.

Solo in questo modo si può evitare che vengano ulteriormente rafforzati i privilegi degli oligopolisti già esistenti.

Se potete, aiutate la liberalizzazione delle frequenze con un Google Bombing. Trovate tutte le informazioni necessarie qui.

P.s.
Maurizio, ogni promessa è debito ;)

Questo articolo è stato pubblicato sabato, 13 gennaio 2007 alle ore 18:08 Se non vuoi perdere nemmeno un articolo del mio blog abbonati al feed RSS. Se non sai cos'è un feed RSS puoi guardare questo video, spiega tutto!

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3 Commenti a “Il WiMax italiano”

  1. Gighen scrive:

    Tra le altre cose con l’UMTS non c’era stato anche il caso di BLU e la turbativa d’asta??
    Questo mi pare significativo di quali fossero/sono i metodi per l’assegnazione

  2. Napolux scrive:

    Certo, ma come sai in Italia le inchieste che riguardano grosse aziende finiscono sempre nel nulla…

  3. Maurizio scrive:

    Accidenti, non avrei saputo dirlo meglio! ;-)
    Parlandone in giro è uscito fuori che forse una raccolta firme sarebbe meglio del googlebombing. Non solo, c’é anche il fatto che la gente non conosce nè il problema nè le implicazioni connesse. Anzi, per dirla tutta molti non sanno neanche cosa sia il Wimax. Quindi hai fatto bene a suggerire nel tuo post di maturare una idea e di confrontarsi. Ottimo. Io da informatico ho dato per scontato che tutti sapessero di cosa si stesse parlando. L’unico prob è che bisogna fare in fretta: giugno è vicino e questa è una opportunità che non ricapiterà più. Io faccio quello che posso per divulgare…