Gattonero non ci credeva…

Gattonero (uno dei pochi blog italici che valga la pena leggere ultimamente) si stupiva dell'esistenza di siti di dating dedicati ai musulmani. In un commento gli facevo notare che è solo la punta dell'iceberg. Esistono siti di "appuntamenti" di tutti i tipi, anche per malati di AIDS.

Lui non ci credeva, io non trovavo il link. Poi ieri mi sono accorto che Google Suggest inserendo le parole "hiv positive" propone come prima keyword "hiv positive dating site". L'immagine parla chiaro e si capisce quanto sia diffuso il fenomeno.

La sintesi è sempre quella: "è difficile dire a qualcuno che ami che sei sieropositivo, cerca qualcuno come te che sa qual è il tuo problema e a cui non devi nascondere nulla". In teoria il ragionamento fila, però...

Appunto, c'è un però: alcuni di questi siti web sono a pagamento: "business is business" si potrà dire, ma santo Dio, un po' di decenza...

P.s.
Byb ricorda una cosa importante...

P.p.s.
Di AIDS in televisione se ne parla poco e solo attorno al primo dicembre. Sui blog a volte nemmeno in quel periodo, eppure l'AIDS c'è sempre, occhio quindi!

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9 Commenti per “Gattonero non ci credeva…”

  1. MyAvatars 0.2 Kobayashi ha detto:

    Veramente, da quel che so io, quasi tutti (se non proprio tutti) i siti di dating sono a pagamento, non vedo dunque lo scandalo nel fatto che sia così anche per i siti di dating per sieropositivi. Ora non ho controllato nessuno di questi ultimi, ed è vero che i siti di dating “tradizionali” solitamente propongono l’iscrizione iniziale gratuita; spesso però poi chiedono un abbonamento per avere accesso alle funzioni aggiuntive (molte delle quali assolutamente basilari per un servizio web come questo, e dunque approssimativamente si può dire che siano servizi a pagamento: la chat, la messaggistica interna, la visualizzazione delle foto, l’invio di inviti/commenti etc..). Sinceramente non ho capito dove mancherebbe la decenza.

  2. MyAvatars 0.2 Napolux ha detto:

    Dove manca la decenza? Nel fatto che oltre a persone sole l’utenza a cui ti rivolgi è composta da persone MALATE e si specula sul fatto (userò un linguaggio “duro”) che un malato di AIDS può scopare solo con malati come lui.

  3. MyAvatars 0.2 Kobayashi ha detto:

    D’accordo su questo, ma forse nel post ti sei spiegato in modo non completamente chiaro: da una prima lettura poteva sembrare che l’indecenza stesse nel fatto che il sito di dating per sieropositivi si presentasse a pagamento (come se gli altri - chiamiamoli “tradizionali”, per capirci - non lo fossero –> e sembravi adombrare una discriminazione basata su questa disparità di “trattamento monetario”, o almeno così l’avevo intesa e avevo commentanto in base a questa mia supposizione). Se invece intendevi parlare dell’iniziativa in generale beh allora certo che è indecente proporre una cosa del genere a scopo di lucro, come il 99,9% delle iniziative che tendono a ghettizzare qualcosa/qualcuno (con l’aggravante ‘morale’ del business).

  4. MyAvatars 0.2 Http500 ha detto:

    ha ragione Napolux, mi pare una cosa razzista.

  5. MyAvatars 0.2 Napolux ha detto:

    No dai, razzista no. Evidentemente se c’è qualcuno che ci si iscrive vuol dire che un bisogno da parte dell’utenza c’è. Infastidisce l’idea di farci business, ma l’esistenza di siti simili non la vedo come razzista…

  6. MyAvatars 0.2 rammit ha detto:

    Stavo per scrivere “beh, niente di cui preoccuparsi finchè non ne faranno uno per nerd”. Poi ho cercato su google e ho visto che c’era già, ovviamente. Great.

  7. MyAvatars 0.2 Gatto Nero ha detto:

    1. I siti di dating gay non HIV-positive non sono a pagamento. Quanto meno, la maggior parte. Penso si possa dire lo stesso di siti come Meetic, Badoo e robe simili, per quanto - non frequentandoli - non ne ho idea.

    2. Nel caso di gruppi sociali non si può propriamente parlare di razzismo, ma di “discriminazione”. Quindi l’iniziativa, semmai, è discriminatoria. Io direi più che altro “stupida”.

    3. Ci tengo a dire che - come con l’influenza - anche nel caso dell’HIV esistono vari ceppi del virus. Questo vuol dire - e spero che in questi siti di dating venga spiegato chiaramente - che non è che i tipi possano allegramente scopare senza condom: aggravano la loro condizione.

    4. L’unica spiegazione logica che riesco a trovare a un sito del genere, è “mettiamo in contatto persone che possano capire cosa vuol dire vivere con l’HIV”. E cioè: le visite continue, le medicine antivirali, e varie altre robettine poco piacevoli. Ma mi pare comunque una forma di apartheid…

  8. MyAvatars 0.2 michele ha detto:

    ciao a tutti..io non ci vedo niente di discriminatorio in un sito di dating per sieropositivi, cosi come nel fatto che sia un servizio a pagamento..evidentemente se c e gente che ci si iscrive significa che e utile, e se si sentissero discriminate le persone cui il sito si rivolge non lo farebbero certamente..per quanto riguarda la non gratuità del servizio, e chiaro che qualcuno deve seguirlo e probabilmente non sarebbe disposto a farlo gratis, o guadagnando solo dalla pubblicita..se qualcuno ha voglia e tempo, o crede di avere piu cuore, puo farne uno gratis no??

  9. MyAvatars 0.2 YouON ha detto:

    Non sono daccordo sullo sfruttare la gente che soffre … e fin qui niente di nuovo. Però se questi siti avranno successo rispecchieranno un forte disagio sociale di alcune persone. Se questi siti possono dare una mano a conoscersi perché non dovrebbero esistere? Se alcune persone che condividono simili problematiche vorranno formare una community gratuita di interscambio potranno farlo. Il consumo, oggi, è facoltativo non è una cosa imposta.

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