Blog Action day: la povertà
mercoledì 15 ottobre 2008
Inutile girarci troppo attorno. Questo mondo è più povero di quello che conoscevamo qualche anno fa.
Tralasciamo "i massimi sistemi" (che molti ritengono la vera causa dell'impoverimento generale) e parliamo per una volta dell'uomo medio, di quello che va a fare la spesa e fa i conti con l'euro, con gli aumenti della benzina, delle bollette ecc...
Ti accorgi della cosa, non puoi farne a meno. Ti rendi conto che c'è qualcosa che non va quando il sabato mattina non trovi la fila dal barbiere (o non ci trovi nessuno) o vedi i parcheggi dei discount strapieni mentre trovi posto tranquillamente in quello del supermercato "di marca": te ne accorgi da queste e da tante altre piccole cose...
Avete provato ad andare in tabaccheria il sabato pomeriggio? File di persone attaccate alla speranza del "colpo della vita" che si "grattano" via fior di soldi. E cazzo, non sono certo vestite Chanel. Lo capisci che fanno fatica a campare e sperano nel colpaccio.
La povertà si è infilata nella vita di tutti i giorni. Non è più la povertà dei bambini africani o quella del "ah, tanto io sto bene": è la povertà del tuo vicino di casa che magari a metà mese ha già finito lo stipendio "strozzato" dalla rata del mutuo.
Il povero con un lavoro e uno stipendio (magari precario). Definizione un po' traumatizzante per me, cresciuto come tanti di voi con la speranza del posto fisso appena finita la scuola.
Io vivo in un territorio ricco. Uno dei più ricchi d'Italia. Eppure la disoccupazione c'è anche qua, il precariato impera e le cinghie vengono tirate più che mai.
Questo mi preoccupa, addirittura mi spaventa nonostante io abbia un lavoro... Fermarsi 5 minuti a pensare a questo è un gesto piccolissimo, ma almeno è qualcosa.
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15 ottobre 2008 alle 10:50
Il riferimento alla speranza del “colpaccio” in questo periodo è più che azzeccata.
Sono una precaria, relativamente lontana da casa, in affitto in una stanza…ma sono fortunata: ho un lavoro. Un giorno per pensare alla povertà fa più che bene, anche per vivere più equi e solidali, non per moda, non per l’ambiente, ma per rispetto verso chi ha veramente bisogno.
15 ottobre 2008 alle 10:51
[...] in un cambiamento. Ed il fenomeno ci riguarda sempre più da vicino, come ricorda anche Napolux nel suo post per il Blog Action Day: l’Italia non se la sta passando benissimo, anzi le persone con un reddito sotto la media [...]
15 ottobre 2008 alle 10:51
Sicuramente è qualcosa! è proprio vero quello che dici, anche io noto che all’inizio del mese parecchia gente è fuori dai tabacchini, in fila a spendere parte di stipendio per tentare la fortuna ai gratta e vinci , sperando di dare una svolta alla propria vita e a quella della propria famiglia. anche io leggendo da tutte le parti:” cifra record 80 e passa milioni superenalotto ecc ecc” sono andato a buttare il mio euro.
15 ottobre 2008 alle 11:35
Concordo praticamente su ogni parola.
15 ottobre 2008 alle 11:36
15 ottobre 2008 alle 12:20
Il mondo non è più povero. E’ la distribuzione della ricchezza che è di nuovo in direzione *ostinata* verso certe tasche.
I ricchi sono più ricchi, i poveri sono più poveri.
La crisi non distrugge ricchezza. E’ inevitabile che le bolle si sgonfino, e quando sono grosse il botto si sente.
La ricchezza c’è. Basta saperla gestire
15 ottobre 2008 alle 12:43
Non è esattamente così. Il mondo non è più povero (cito Davidonzo) e la povertà non è quella che hai descritto tu. Povertà è andare meno dal barbiere? Povertà è scegliere il grande magazzino al posto del “negozio di marca”?
La ricchezza è mal distribuita e quello che hai descritto è solo l’effetto di un periodo di ristrettezza economica generale. Povertà è altro. Povertà è non potersi concedere l’essenziale, che non è il barbiere o la maglia di marca. Povertà è non potersi concedere l’essenziale per mangiare, non potersi concedere un’abitazione dignitosa, non potersi concedere o concedere ai propri figli di studiare.
Questa è povertà Napolux. Questa è la povertà che ci sfiora (perchè anche in Italia esiste) e arriva in Asia, Africa, America. Questa è la povertà che ci si aspetta sentir parlare con Blog Action Day, il resto è un grossolano fuori tema.
Forse ho dimenticato la cosa più importante: povertà è anche quella delle idee e della sensibilità al tema che anche in questo blog abbiamo potuto leggere.
15 ottobre 2008 alle 12:54
@Commentatore del lunedì
Ovvio che povertà non è andare meno dal barbiere o cambiare supermercato. Quelli di cui parlo sono esempi dei sintomi dell’impoverimento che si infila strisciando nella nostra società, o della ristrettezza come la chiami tu.
E stai sicuro che ci sono anche persone che non riescono a mangiare (o che vanno avanti a caffelatte) con la pensione o con la rata del mutuo in scadenza. Sempre più italiani (anche con un lavoro) si rivolgono a strutture come la caritas o simili…
Io so benissimo di non essere la persona più adatta a parlare di economia o povertà. Ho espresso il mio punto di vista, come chiedono gli organizzatori del blog action day, e il mio punto di vista è quello di chi ne sa poco, ma vede che c’è qualcosa che non va.
15 ottobre 2008 alle 17:41
Sì certo. Credo che nesuno ti abbia chiesto di scrivere un post di allarme con annesse “soluzioni”.
Sono daccordo sia con te che con Commentatore del lunedì.
Semplicemente (…) la realtà è cambiata di molto. Dobbiamo ancora metabolizzare il periodo di ristrettezze, perchè una volta abituato ad un certo tenore di vita, è dura abbassarlo… ed ecco che non arrivi più alla IV^ settimana.
E plaudo come hai azzeccato il soggetto di questa metabolizzazione: “il vicino di casa” piuttosto che “l’uomo medio”; personalmente sono anni che attendo un “osservatorio” che aiuti questo “uomo medio” a districarsi dai tentacoli delle finanziarie che prestano soldi, spuntate come funghi a mo’ di oracolo a sostituire (forse) le banche oggi aiutate ai danni nostri da tutti gli Stati del mondo c. d. occidentale.
Non voglio far polemica: ma il progressivo allontanamento dalla Politica del Palazzo, il voluto disgusto creat nei confronti delle infrastrutture politche che contano ha portato ad ignorare completamente il problema.
Ma attenzione: la colpa non è dei c. d. “politici”, ce ne sono molti che fanno il loro dovere…
La colpa è dell’uomo medio che s’è crogiolato su un finto benessere sostentato dalla finanza ricavata coi suoi risparmi! Soldi tanto facili quanto finti.
S’è impoverito per assomigliare ai ricchi! E adesso deve fare i conti con la famosa ultima settimana…
Il problema è che nessuno, in passato, ha saputo stare al proprio posto. Tanti hanno fatto il passo più lungo della gamba, ostentando arroganza. E adesso nn ce la fanno (come potevano pernsare di farcela, onestamente?)
Una crisi seria ha il solo pregio di ridimensionare un po’ tutto.
Anche se avrei preferito aprire gli occhi in maniera più dolce!
Mi scuso per la lungaggine, ma finalmente riesco a focalizzare la questione per me, grazie a questo post e ai commenti che mi hanno preceduto.
Auguro a tutti un buon proseguimento di giornata.
Cercherò di seguire gli sviluppi, se ce ne saranno, ma oggi nn sarà semplice purtoppo.
Grazie, V.R.
16 ottobre 2008 alle 00:20
@vocalizzo rotante
Grazie per il commento: non si può che condividere.
16 ottobre 2008 alle 12:14
Mio dovere Napolux.
La satira, per me, è solo un passatempo.
Ma in verità un argomento così merita! E soprattutto: il tuo post e i commenti fin qui, mi hanno davvero aiutata a trovare quelle parole di analisi…
Come blogger dovresti esserne fiero! Alla fine, questo ci prefiggiamo un po’ tutti. O no?
Adesso passo a leggere le tue novità…. mi intriga soprattutto “il dizionario”
Buona giornata a tutti