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Chissà quanto durerà…

venerdì 2 maggio 2008
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... La messa online di tutte le dichiarazioni dei redditi degli Italiani per l'anno 2005.

Il sito dell'agenzia delle entrate soffre per le troppe visite ed è già partito il toto-dichiarazione: persone che cercano le dichiarazioni di amici, parenti, colleghi e aziende...

Sono dati pubblici (da sempre, non da questi giorni) e la curiosità è molta... Ma era proprio necessario mettere online anche le dichiarazioni delle persone fisiche?

Boh.

Questo articolo è stato pubblicato venerdì, 2 maggio 2008 alle ore 07:07 Se non vuoi perdere nemmeno un articolo del mio blog abbonati al feed RSS. Se non sai cos'è un feed RSS puoi guardare questo video, spiega tutto!

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8 Commenti a “Chissà quanto durerà…”

  1. Frenz scrive:

    Io sono favorevole a questa tipologia di “trasparenza fiscale”, ho trovato ipocrita il comportamento di molti che si sono indignati, in pratica non si visiona il dettaglio della dichiarazione ma solo l’imponibile e l’imposta e se tutti avessero la coscienza pulita non ci sarebbero tutti questi moti rivoluzionari a quello che è stato fatto.
    Se vogliamo essere precisi forse sono stati compiuti degli errori abbastanza grossolani nel processo di pubblicazione dei dati:

    - Perchè pubblicare i dati del 2005? non era forse più corretto iniziare con i dati del 2007 attuando, magari, una campagna informativa? Classico foglio in fondo alla dichiarazione 730/UNICO dove si spiega come e dove sarebbero finiti i propri dati.

    - Era necessario inserire la data di nascita completa? reputo abbastanza ridicole le motivazioni di Grillo sulla sicurezza personale come scritto nel mio post, però mi chiedo cosa direbbe una persona con pochi scrupoli vedendo che signori e signore di Milano del 1915/1920 hanno redditi da 90.000 in su. Basta poco per andare su pagine bianche inserire nome e cognome ed avere indirizzo e numero di telefono.

    - Forse sarebbe stato più corretto, anche se inutile a livello di sicurezza, inserire un minimo flusso di registrazione di chi voleva visionare gli elenchi almeno per evitare il click selvaggio con un form con email, codice fiscale, ecc…

    - Trovo poco professionale aver pubblicato i dati in semplici file txt, almeno avrebbero dovuto pubblicarli in file pdf leggermente blindati anche perché ora i file di testo originali girano bellamente su emule e chiunque può scaricarseli, modificarli e rimetterli nella rete p2p e nessuno può verificare quello che ha scaricato da emule se sono reale o fasulli perché sul sito dell’agenzia delle entrate non ci sono più

  2. Emanuele scrive:

    Al momento è stato bloccato tutto. Comunque erano già accessibili da chiunque tramite gli uffici, non credo che metterli online sia una gran differenza per la privacy. E’ ovvio che a curiosare saranno molti di più… ma dopo un po’ la tendenza si calmerà.
    Ciao,
    Emanuele

  3. WebLogin scrive:

    Io non sono favorevole, i motivi sono quelli riportati da Beppe Grillo e in un certo modo confermati dall’intervento del Garante della privacy e dalla situazione internazionale. Infatti i giornali riportano anche che questo provvedimento è unico al mondo. “[...] In Gran Bretagna e Stati Uniti le denunce fiscali sono sempre salvaguardate dal diritto alla privacy, mentre in Irlanda la «gogna» su internet è riservata solo agli evasori [...]” [Corriere.it]

    Poi in Italia, se non sbaglio negli uffici pubblici bisogna fare la richiesta oltre ad una fila e quindi non è come accedere ad un sito web!

    Voglio aggiungere che la maggior parte dei blog hanno criticato Beppe Grillo limitandosi a guardare quanto guadagna e hanno spacciato il fatto che guadagna molto (con i suoi spettacoli e i suoi libri: hanno scoperto che non lavora gratis!) come se fosse una novità, mentre è una “critica” ormai vecchia. Per me anche questi blog non hanno fatto una bella figura.

    Giuseppe

  4. Paolo scrive:

    In sono contrario a questa forma di pubblicazione. Chi vuole vedere le dichiarazioni dei redditi vada nell’apposito ufficio e si registri per farlo. Deve restare una traccia di chi accede a queste informazioni.
    Sarei invece favorevole alla pubblicazione dei nomi degli evasori, con tanto di cifra evasa (come avviene in Irlanda).

  5. Steve McQueen scrive:

    Durerà in eterno, il filesharing sta distribuendo a iosa.
    Byez

  6. Alex scrive:

    una ricerca sul sito visura.it permette già di vedere se una persona ha delle società, e dentro gli atti si trovano codice fiscale e quindi data di nascita, indirizzo e spesso telefono. si puo online consultare anche il catasto e sapere a chi appartiene una casa etc.
    tutti a lamentarsi che l’amministrazione pubblica non è presente su internet e ora vi lamentate che c’è troppa informazione?
    dai :-)

  7. Francesco Biacca scrive:

    Personalmente ritengo sia stato più uno sfregio politico a muovere Visco e i suoi vassalli.

    Ovviamente adesso rigirano la frittata: lo stato pubblica i dati, il garante sospende la pubblicazione perchè NON a norma rispetto alla legge sulla privacy; i cittadini prendono i dati (che in quel preciso momento erano a disposizione di tutti) e li inseriscono sul p2p; oggi rischiano di essere arrestati.

    La repubblica delle banane!!

  8. Sbronzo di Riace scrive:

    sì rischiano di essere arrestati :mrgreen:

    siamo alla repubblica delle bucce di banana, le banane se le sono già mangiate tutte
    :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: