BandGarage 2009
martedì 6 gennaio 2009Se anche il Corriere della Sera ha spedito Pratellesi a fare la diretta del MWSF ‘09 (con tutti gli errori del caso, vedi immagine), beh, vuol dire che Apple ha proprio sfondato qua da noi.
Non che servisse conferma della cosa, ma tant’è…
UPDATE!
Il post è stato corretto. Ora riporta la dicitura "GarageBand", ma forse non hanno capito che non è un'applicazione per imparare a suonare...
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6 gennaio 2009 alle 20:48
È il solito problema di competenza e “braccine corte”: nel giornalismo professionista come nel blogging (sic) il rischio degli scivoloni è sempre alto anche in quelli che non sono più argomenti di nicchia. La soluzione ci sarebbe: quella di investire, metaforicamente e letteralmente, stringendo accordi con chi si è specializzato e smetterla con i tuttologi.
nda
6 gennaio 2009 alle 20:52
@ Nicola D’Agostino:
Come non condividere ogni singola parola?
6 gennaio 2009 alle 22:24
Mi dispiace ma sei tu che sbagli asserendo che “forse non hanno capito che non è un’applicazione per imparare a suonare” perchè proprio in questa nuova versione hanno aggiunto le “Lezioni”. Che si possono scaricare dal Lessons Store.
Guarda pure sul sito della Apple: http://www.apple.com/it/ilife/garageband/
6 gennaio 2009 alle 22:26
P.S Ho messo un punto di troppo nel precedente commento, pardòn
6 gennaio 2009 alle 23:09
Ecco Nicola ha ragione. Dài, almeno qualcuno ci è andato.
7 gennaio 2009 alle 00:17
@ z3ro:
Cito Mediablog:
A leggere così, uno che non la conosce pensa che sia un’applicazione per imparare a suonare. Avrà anche aggiunto le “lessons”, ma GarageBand non è un’applicazione per imparare a suonare.
E su questo credo siamo tutti d’accordo.
Il problema è questo. Sono andati al MacWorld sapendo ben poco di Apple, dei prodotti, ecc… Sono andati perché ci dovevano andare o ci sono andati perché qualcuno passava da quelle parti e già che c’erano si sono fatti accreditare. Non sanno nemmeno come si scrive iTunes, hanno iscritto “itune”.
Vai a leggere. A me viene da ridere, ma rido per non piangere. Ci avessero mandato Nicola (o un blogger di melablog o di TheAppleLounge) pagato come collaboratore anche solo con vitto e alloggio avrebbero fatto una figura migliore. Leggi il commento di Nicola: riassume tutto perfettamente.
Non fatico a credere che quello di corriere.it sia stato l’unico live coverage dell’evento al mondo che non abbia ricevuto alcun commento. Ed è zeppo di imprecisioni: dice che il macbook pro avrà 8GB di RAM tanto per dire la più grossolana otlre a quella di Garageband.
@ Dario Salvelli:
E invece non è vero. Non è importante che ci sia andato qualcuno, importa anche chi ci va. I giornalisti, in un mondo perfetto, devono sapere tutto di quello che vanno a raccontare. Io ad esempio, anche se nel mio piccolissimo, non so nulla di politica, di Gaza e di Hamas, ma pur interessandomi l’argomento in questi giorni evito accuratamente di parlarne qui sul mio blog o su friendfeed o altrove.
7 gennaio 2009 alle 09:55
Oggi non si può considerare cultura specializzata la conoscenza di base di un sistema operativo come OSX o XP… non credo serva mandare Nicola per scrivere un articolo decente su una fiera specializzata, probabilmente serve solamente evitare che giornalisti ingnoranti scrivano di tecnologia.
Sono convinto che la posta in gioco sia più alta di quello che sembra perchè la rete sta diventando importante anche per i gruppi editoriali “tradizionali” e articoli sulla tecnologia pieni di errori, o clamorosi omissis, fanno perdere credibilità alla testata che li pubblica…
finchè la tecnologia verrrà considerata meno importante del calcio o della cronaca rosa difficilmente i grandi quotidiani riusciranno a fermare l’emorragia di lettori in fuga verso la Rete…
7 gennaio 2009 alle 10:54
Leggendo certi commenti credo si sia data troppa importanza alla cosa. Immaginando la struttura di costo di un giornale dubito spendano qualche migliaio di euro tra voli e sistemazioni per far uscire un articolo di nicchia, per di più su un blog e non sul giornale/in home page … considera che le firme importanti prendono una cifra simile per un editoriale vero : probabilmente la persona che citi era semplicemente a casa a leggere il live di engadget o qualcosa del genere e ha scritto le sue impressioni.
Dimentichi comunque che il miglior venditore è quello che non sa cosa sta vendendo, alla fine il corriere non è una testata specialistica: credi davvero che per le persone “normali” faccia una differenza cosa c’è scritto nell’articolo ? Si tratta di notizie del tutto marginali di quelle che l’uomo medio ci clicca sopra solo perchè da quando c’è l’iphone sa cos’è apple .. legge tre righe e passa avanti. L’ufficio PR di apple italia è contento perchè se ne parla anche su testate mainstream, e via .. tutti felici.
7 gennaio 2009 alle 13:06
Frankie: hai pienamente ragione quando scrivi che “serve solamente evitare che giornalisti ingnoranti scrivano di tecnologia”.
Il problema che però emerge -da questo scivolone sul Corriere della Sera come da tanti altri su Repubblica e compagnia- è che al momento per molte testate prestigiose questa sembra proprio un’impresa titanica.
nda
7 gennaio 2009 alle 16:51
@ Napolux:
Si, in effetti potevano informarsi un pò di più