Chiederesti mai un cappuccino gratis?
sabato 6 giugno 2009Il commento dato in risposta a Pino (l’esempio del cappuccino mi pare calzante) riapre una discussione a me molto cara sin da quando ho aperto il blog: prova ne è qualche post scritto in passato.
La questione (credo stia a cuore a molti blogger “tecnici” e non solo al sottoscritto) può essere scomposta in due domande di base:
- Quanto raccontare in rete di quel che effettivamente si sa?
- Perché la gente non percepisce la “fatica” dello scrivere codice (o dei mestieri “informatici” in generale)?
A voi la palla… Mi piacerebbe leggere (ancora una volta) la vostra opinione.
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6 giugno 2009 alle 10:13
Scusami ma mi sono accorto che il mio commento sarebbe stato troppo lungo, così ti ho risposto su
http://blog.dgrossato.com/2009/06/chiederesti-mai-un-cappuccino-gratis-il.html
Grazie per lo spazio
6 giugno 2009 alle 10:20
Scusami… ma la mia opinione la vorresti leggere gratis?!?
6 giugno 2009 alle 10:54
* Quanto raccontare in rete di quel che effettivamente si sa?
Se è su un blog che potrebbe darti parecchi visitatori e, conseguentemente, introiti monetari, allora la cosa va bene. Dipende anche dai casi. Ci sono cose che non condividerei mai sul mio blog.
* Perché la gente non percepisce la “fatica” dello scrivere codice (o dei mestieri “informatici” in generale)?
Questo non lo so. Dico spesso che scrivere codice è faticoso, ma loro rispondono che è tutta questione di scrivere sulla tastiera. Io riformulo dicendo che “pensare” il codice giusto da scrivere è faticoso.
Ma certe volte ti viene anche voglia di picchiarle queste persone che non vogliono sentir ragione.
6 giugno 2009 alle 12:09
Ciao,
penso dipenda dalla filosofia con la quale si affronta internet. Ognuno matura un esperienza diversa.
Ti faccio il mio esempio, ho iniziato come autodidatta e salvo qualche libro, tutto quel che so l’ho letto sul web. Se molte persone si fossero poste questo problema, per me e tanti altri sarebbe stato impossibile imparare qualcosa.
Per questo motivo quando scrivo qualcosa sul mio blog, cerco di essere il più chiaro possibile, perchè so bene quanto sia frustrante cercare i capire qualcosa, senza riuscirci.
E’ ben diverso dal offrire la pappa pronta, in molti casi sbatterci la testa porta strabilianti risultati, in altri è semplicemente al di la delle proprie possibilità.
Personalmente dico sempre tutto quel che so, ma capisco benissimo che qualcuno voglia centellinare le informazioni. Il bello di internet è che ognuno può fare come vuole… e per ogni informazione, si può solo ringraziare, senza lamentarsi perchè magari è incompleta.
Scrivere codice non è difficile. Di più. Capita spesso di veder sottovalutato il proprio lavoro. Ma la rivincita arriva quando quelle stesse persone vengono a chiederti aiuto e toccano con mano quanto sia difficile capire, quello che gli stai spiegando
Detto ciò, mi scrivi qualche centinaio di stringhe di codice, gratis? (scherzo)
6 giugno 2009 alle 16:06
il problema oltre a scrivere il codice è trovare la logica e l’algoritmo da usare, la maggiore difficoltà è quella. poi c’è il codice con la sua sintassi ma non è quello l’ostacolo più oneroso in termini di “cervello”, lì più che altro è questione di tempo (dove comunque tempo=costo).
quello che si può fare in questi casi è “condividere” il pseudo-codice, o comunque l’algoritmo, e quindi cercare di spiegare in termini umani quello che poi andrà fatto col codice. è evidente che questa, pur sembrando una scorciatoia alla soluzione, è ben lungi da dare il risultato finale, perché ulteriori problemi vanno affrontati proprio col codice (gestione delle eccezioni in primis, cosa che pensando all’algoritmo non ci badi).
serve tempo per scrivere un blog, tanto tempo. chi scrive su un blog deve decidere se condividere oltre all’algoritmo di un eventuale problema anche il codice, consapevole di magagne e problemi, sia perché occorre effettivamente testare quel codice, e soprattutto perché grava quell’enorme peso di responsabilità in caso di errori, di problemi su altre piattaforme, specie quando i lettori nei commenti scrivono “che codice di merda, non funziona, non sai fare nulla”. non è un problema banale quindi. e se parliamo di costi questo è anche un costo (=tempo per scrivere, per testare, per commentare, per ritestare…)
son dell’idea comunque che senza blog tecnici di programmazione, senza forum, senza guide scritte in maniera anche rozza e veloce, non ci evolveremmo mai.
quindi io sono per la totale condivisione di informazioni, anche dettagliate di algoritmi di problemi. per il codice penso che vada anche condiviso “in pillole” e in un certo contesto, ma solo se immersi in un gioco alla pari, fatto di sharing appunto… non certo per offrire cappuccini gratis in un articolo qualsiasi.
sulla seconda domanda, penso che la gente non possa capire cosa significhi scrivere codice, proprio perché non lo fa, non lo ha mai fatto. se lo hai fatto almeno poche volte, capisci cosa significa. se lo hai fatto poche volte ma solo per creare paginette con copia incolla brutale, allora non lo capisci.
comunque penso sia la stessa cosa per altri lavori: noi non abbiamo idea di cosa significhi effettivamente.
ps: forse siamo solo un pò più elastici nell’immaginarlo, chi lo sa
8 giugno 2009 alle 09:41
Raccontare e condividere è sempre una buona idea
Un esempio eccezionale nel settore in cui lavoro è questo: http://contempt.me/: sto ragazzo condivide in trasparenza diverse tecniche di Black Hat SEO. E devo dire che non sono informazioni così accessibili… (per il White Hat SEO ad esempio con una mezz’oretta di ricerca trovi guide su guide che spiegano tutto nel dettaglio).
Poi: se uno viene sul mio blog e mi fa una richiesta di un consiglio SEO, ben difficilmente risponderò positivamente o in modo approfondito. Sicuramente non redigerò mai e poi mai dei ottimizzati, ma prbabilmente darò i classici consigli, quelli che si trovano un po’ dappertutto insomma.
Un conto è quello che io scelgo di condividere per aumentare il valore di tutto il network, un altro è lavorare gratis
8 giugno 2009 alle 16:31
@ Martino:
Uh! Questo blog me lo segno
9 giugno 2009 alle 12:40
Il cappuccino no ma la macchinetta gratis (in comodato) te la danno visto che poi sei obbligato a comprare il caffè da loro …
risposta 1:
Se il tuo blog è un blog professionale scrivi quello che può attirare clienti cioè abbastanza da far capire quanto sei bravo ma non così tanto da permettere che se lo facciano da soli.
Se il tuo blog è un blog personale scrivi quello che ti fa piacere scrivere (se il blog ti stressa che piacere è?)
risposta2:
Non è un problema solo dei programmatori anche un mio amico avvocato si lamentava della stessa cosa (http://www.robertolivieri.com/2009/04/sono-stressato/) molta gente che non capisce cosa sia il nostro lavoro e quindi non capisce quanto sia difficile (e in questo i blog che divulghino un po’ di programmazione possono anche essere utili)2) altri semplicemente non vogliono mettere mano al portafoglio.