Domanda senza risposta
lunedì 2 marzo 2009Dove sono quelli che hanno buttato un sacco di soldi su Second Life ve(n)dendola come "L'internet del futuro"? Uno/due anni fa se non avevi la tua isola su Second Life eri un pezzente e le agenzie di PR si scannavano un giorno sì e l'altro pure a presentare la nuova "sede" del cliente boccalone di turno.
Ora tutto tace. Sinceramente a me SL non è mai piaciuta (o forse non l'ho mai capita)... Visto che ne sono sempre stato fuori avete qualche notizia di prima mano?
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2 marzo 2009 alle 13:32
l’ottica delle aziende è “se ho soldi lo faccio perché lo fanno gli altri” e dato che SL tirava… però in genere per innovare ne provi un buon numero di cazzate e non sempre ci azzecchi. ma se non risichi non rosichi. è possibile anche che oltre a non essere stata capita, mediamente nel mondo, per SL non era pronta la tecnologia (larga banda e pc con discrete prestazioni).
2 marzo 2009 alle 13:43
All’epoca era un ottimo investimento. Chi lo fece nel giusto modo ci ha guadagnato.
Due anni sono un’enormità sia in termini di sviluppo tecnologico che di esercizi finanziari. Magari fra un paio d’anni ci sarà qualcuno che scriverà lo stesso identico post parlando di facebook.
2 marzo 2009 alle 13:45
davidonzo ha scritto:
Ah può essere benissimo!
2 marzo 2009 alle 13:50
Secondo me le aziende andavano su second Life giusto perchè il giorno dopo si guadagnavano un trafiletto su qualche quotidiano nazionale. In altre parole, usavano SL per farsi promozione per “induzione”, raccontando a qualche giornalista che “c’erano anche loro”. Ben altra cosa è farsi pubblicità inworld, sfruttando l’ambiente virtuale messo a disposizione da una piattaforma. Quando l’hype su SL è calata tutto è svanito in una bolla di sapone. Anzi, ti dirò di più, se oggi un’azienda mi dice che ha un building in SL, la cosa mi puzza anche un po’ di stantio…
2 marzo 2009 alle 13:58
Credo che gli unici che abbiano veramente fatto dei soldi con SL siano stati coloro che cavalcando l’onda dell’hype si misero a generare contenuti esclusivi da vendere agli altri utenti per migliorare la loro “seconda vita”.
Imho oggi Second Life ha fatto il suo tempo.
2 marzo 2009 alle 14:10
@ Francesco Gavello:
Essì. C’è chi ci ha fatto migliaia di dollari con i genitali posticci
Via Punto Informatico
2 marzo 2009 alle 14:52
Dove sono? Da quanto leggo negli ultimi mesi, direi che sono tutti a scrivere di Twitter, ma soprattutto di FaceBook, FaceBook, FaceBook.
nda
2 marzo 2009 alle 15:11
Mi ricordo che tempo sul Venerdi di Repubblica fecero un bell’ articolo su Second Life. Ma la cosa che mi ricordo meglio di tutte è che a fronte di milioni di iscritti gli utenti ATTIVI erano solo 40.000 (quarantamila)…
2 marzo 2009 alle 15:13
Gli stranieri sono passati a scrivere su Twitter e Facebook… GLi italiani solo su Facebook…
Comunque SL è stata una fiammata che non ha coinvolto ne me, ne altre persone (tipo te)… Per quanto ne so il periodo in cui era sulla cresta, SL viaggiava davvero forte (come non come FB, ma comunque molto forte): c’è gente che ha speso molti soldi su FB (non solo investitori, ma semplici utenti a mio avviso “malati”)… Credo che molte delle persone che hanno investito su FB abbiano avuto il loro guadagno (temporaneo, ma pur sempre guadagno).
2 marzo 2009 alle 20:35
Non ho mai tentato di registrarmi a SecondLife in quanto lo reputo una benemerita cazzata… La vita è una sola e bisognerebbe vivere bene solo quella. Dopo questa “Perla di Saggezza” posso anche ritirarmi
2 marzo 2009 alle 21:31
Avevo un account su SL prima dell’hype (quando ne parlavano solo le riviste di videogiochi per intenderci) ma non ho capito a cosa doveva servire questa specie di lenta chat con gli avatar che faceva molto Alpha World.
Poi ho provato a iscrivermi nuovamente più tardi (il mio account era stato cancellato in un “aggiornamento”) ma sono rimasto bloccato nel non riuscire a trovare una combinazione nome e cognome soddisfacente e quindi ho piantato li.
Poi la bolla si è sgonfiata e si è passati tutti su facebook.
Facebook a differenza di SL almeno ha qualche immediata utilità pratica (esempio: scambiarsi le foto) ma anche in questo caso non so quanto possa servire alle aziende andare su facebook, anche se le API e la base di utenza sono una grande cosa se il tuo modello di business prevede di sfruttarle (vedi Playfish)
2 marzo 2009 alle 23:14
Second Life non ha mai suscitato ne fascino ne curiosità in me. Come molti di noi ritenevano fosse prevedibile l’esperienza SL ha avuto una vita relativamente breve. Discorso a parte meritano a mio parere gli altri social network come FaceBook: questi hanno una funzione se vogliamo più vicana ad una esigenza “reale” come quella di creare reti sociali. Chi meglio e chi peggio tutti riescono a svolgere questa funzione e dopo il primo boom per la moda iniziale comunque dovrebbero riuscire a conservare un buon bacino di utenti. Da qui a riscire a fare soldi su certe piattaforme la vedo dura.
3 marzo 2009 alle 12:52
mi ero iscritto giusto per vedere come era, mi ero creato un avatar a forma di cubo rosa di 2m di lato,
venivo buttato fuori dalle isole perché ero ritenuto “minaccioso”.
poi visto che il client faceva pena ho mollato tutto.
da qualche parte dovrei avere uno screen shot del mio cubo.
3 marzo 2009 alle 23:56
Facebook è il successore a tutti gli effetti di second life; mentre second life era totalmene virtuale su facebook puoi conoscere tutte le abitudini REALI di una persona senza che esa nemmeno ti conosca….
Rimane il fatto ce un mio amico con Second Life si è relamente fidanzato!
4 marzo 2009 alle 08:58
santo ha scritto:
Buon per lui! Almeno è gnocca?
4 marzo 2009 alle 15:50
Salve a tutti, innanzitutto complimenti per il blog!
Forse sono controcorrente… o forse sono semplicemente in ritardo, ma io ho iniziato ad usare Second Life soltanto un paio di mesi fa. Da appassionato di informatica e programmazione, mi sono immediatamente interessato al Linden Scripting Language.
Penso che il motico principale per cui molti siano rimasti delusi siano state le eccessive aspettative nei confronti di questo mondo virtuale, un mondo che promette di realizzare tutti i desideri materiali (aspetto fisico, vestiti, case, ecc…), ma che lo fa in modo finto, e quindi non appagante. Può certamente essere uno strumento di svago e di evasione, nonché di socializzazione, ma non va preso troppo sul serio e non deve far perdere di vista la “First Life”.
Quanto invece agli aspetti di utilità pratica, soprattutto nel campo e-learning, penso che abbia notevoli potenzialità e il motivo per la scarsità del successo sia soprattutto legato al fatto che tendiamo ad applicare metodi vecchi ad uno strumento nuovo. Per superare questo ostacolo è necessario un cambiamento dei nostri schemi mentali, che può maturare solo con del tempo.
Cito una frase di Pathfinder Linden (un abitante di SL che si occupa di istruzione):
“Se volete insegnare biologia, perché costruire in Second Life una classe virtuale con banchi e lavagna, se potete creare un’intera cellula umana interattiva?”
A presto