Google is my life (and maybe yours)
lunedì 2 febbraio 2009Il “down” (che down non era, basta leggere il post sul blog ufficiale) di 40 minuti circa patito da Google lo scorso week-end ha insegnato un po’ di cose al sottoscritto:
- La nostra vita online è in mano all’azienda di Moutain View (che ci piaccia o meno)… E poi ci si lamenta di Microsoft
- Twitter è talmente aggiornato che probabilmente qualcuno ha twittato del fattaccio 1 secondo dopo l’effettivo verificarsi dei primi problemi. Vedi qui.
- Google non è infallibile (frase semplice, ma risvolti enormi)
- Google se volesse potrebbe (e già lo fa) decidere per noi i contenuti da mostrarci (alla faccia della neutralità della rete). Ragionando per assurdo potrebbe marcare come “malware” i siti “non graditi” e buonanotte al secchio.
Voi clicchereste lo stesso su un link che Google consiglia di non visitare? E’ tutto qui il problema. Quanto ci fidiamo di Google? Quanto in realtà dovremmo fidarci?
Se ne parlerà per un po’ credo: lo hanno già fatto in moltissimi…
P.s.
Io ero fuori casa come tutti i sabati pomeriggio (quindi non c'entro nulla con il fattaccio, nonostante Dania pensi il contrario): certo che a pensarci bene schermate del genere sono davvero inquietanti.
P.p.s.
Per chi è stato in una caverna fino a questa mattina ecco un riassunto
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2 febbraio 2009 alle 08:39
Beh…

1) La “mia vita” è in mano a Google solo per quanto riguarda la posta. Per il resto, probabilmente potrei anche fare a meno. Ma di Gmail no…
2) Probabilmente si, anche se io ho fatto le mie brave verifiche personali, prima di guardare su Twitter…
3) Google non è infallibile come NESSUNO è infallibile…
4) Qui non sono d’accordo con te, ovvero: se Google volesse decidere per i contenuti da mostrarci (si parla di risultati delle ricerche) basterebbe semplicemente NON usare Google. Superato l’iniziale smarrimento, si vivrebbe bene ugualmente usando Yahoo o Live Search.
… e si, cliccherei ugualmente anche su un link che Google mi sconsiglia di cliccare, se sono convinto che il sito in questione mi serva e non sia così pericoloso. Grazie al cielo il mio cervello funziona ancora…
2 febbraio 2009 alle 09:17
Una riflessione simile, molto curata, l’ha fatta il settimanale IL del sole24ore. Si parla dei “controllori” di google e della loro “ormai” funzione sociale. E sul ruolo della società che ormai è costretta a fare un atto di fede nei confronti del grande G.
2 febbraio 2009 alle 09:22
@ Giovy:
Solo Gmail? Le ricerche? Il calendar, i docs? Non li usi? Sicuro sicuro?
@ Merlinox:
Essì. Bisogna fidarsi
2 febbraio 2009 alle 09:40
@ Napolux: certo che li uso, ma NON mi sono indispensabili, dal momento che li uso in modo marginale (sia Calendar che Docs); ergo… se non ci fossero, non ne sentirei la mancanza. Mentre Gmail è fondamentale, se fosse a pagamento sarei disposto a pagare senza problemi (e sarei disperato se fosse irragiungibile per qualche ora/giorno).
2 febbraio 2009 alle 10:39
A volte uso altri search engines come http://keyboardr.com/ http://www.search.yahoo.com/ http://www.ask.com ma devo ammettere che ormai non posso fare a meno di google, troppo veloce, intuitivo ed efficace!
2 febbraio 2009 alle 10:54
Da questo ‘problema’ google ho imparato soltanto una cosa. NON sono nerd come pensavo!
Ho saputo quello che è successo nei vostri blog stamattina ehehe
2 febbraio 2009 alle 11:33
Super ottimi quesiti Napolux, bravo!
Semplicemente io non mi fido di chi gestisce e decide i contributi!
Però poi mi piace la comodità di trovare il mio blog nella prima pagina di google digitando una particolare tag…
Facciamo così: io non mi fido. E per cercare maggior numero di contenuti mi impongo di battere inerzia e pigrizia e nn affidarmi al solo google.
La rete è comunque imparziale.
Google mi fa arrivare su post come questo, i link dell’articolo mi rimandano a altri blog/siti interessannti e così via.
Non ci può volere tre giorni per leggere e approfondire un post, ma 10/15 minuti sono (a seconda del content) un ottimo passo in avanti.
A presto. Un caro saluto a Napolux e a tutti i lettori!
V. R.
2 febbraio 2009 alle 11:48
Non morirei senza Google. L’altro giorno BigG non andava ed ho usato Yahoo e Live Search. Inoltre quando ho visto il problema ho copiato l’url (che viene sparato senza link) e l’ho incollato nella barra degli indirizzi. Google è uno strumento. E’ la mia testa a decidere e fortunatamente le alternative ci sono (forse meno precise, ma ci sono).
Ciao,
Emanuele
2 febbraio 2009 alle 11:49
Sulla prima nulla da dire. GMail è al primo posto, seguito a ruota da Calendar che mi permette a sua volta di sincronizzare la rubrica del telefonino, Docs idem, proprio vero … Google in fin dei conti ha svariati dati del sottoscritto.
Mi sono accorto del problema e, leggendo su Twitter, ho capito di cosa si trattava (o almeno intuito che potesse trattarsi di un banale errore temporaneo).
Google, come giustamente detto da Giovanni e segnalato in tanti altri blog, è fatto di umani che possono errare come chiunque altro!
Idem con patate come Giovanni. Nel caso in cui io conosca bene il sito che sto andando a visitare (magari mi ero dimenticato solo l’indirizzo) procedo ugualmente, senza curarmi dell’avviso di Google
2 febbraio 2009 alle 12:02
Sinceramente penso di non aver mai dato retta a google sulla ricerca, nel senso che se google mi segnala che un sito non è sicuro di solito me ne frego e ci vado lo stesso…
penso di essere in grado di accorgermi da solo della possibile pericolosità di un sito
2 febbraio 2009 alle 13:21
Con un “incidente” generalizzato tutto si è risolto nel giro di neanche un’ora.
Pensate se invece avesse colpito una manciata di URL solamente. Qualcuno di poco conosciuto ma comunque perfettamente nel giusto. Sarebbe andata nello stesso modo?
2 febbraio 2009 alle 13:41
Probabilmente no Francesco, si sarebbe dovuto attendere ore o giorni affinché Google esaminasse le richieste di sblocco sito web malevolo per poi vedere -forse- tornare alla luce il proprio spazio web
2 febbraio 2009 alle 14:34
mmm…condivido un pò in vari pareri espressi, anche io penso che se Google manipolasse le ricerche, sarebbe abbastanza affidarsi ad un altro motore di ricerca. Anche io non bado più di tanto alle segnalazioni di siti malevoli, penso di esser già abbastanza protetto e scaltro nel capire se mi trovo di fronte ad una porcata, ma sono convinto anche del fatto che la maggioranza non lo sia.
2 febbraio 2009 alle 15:17
Con Google si ripresenta il classico problema di chi ha troppo potere e che dovrebbe svolgere un attività di checking: chi controllerà il controllore?
Manu