Il cliente che non si vuole
lunedì 27 luglio 2009Da quando scrivo su questo blog moltissima gente mi ha contattato per questo o quel lavoretto: in moltissimi casi si è trattato di perdite di tempo e diffido quasi sempre di chi mi contatta via blog.
Ormai i clienti che non voglio li riconosco lontani un miglio. Meglio rinunciare a qualche soldo piuttosto che infilarsi in un qualcosa che potrebbe andare avanti per mesi e/o farti guadagnare poco o niente.
Ultimamente c’è stato un riacutizzarsi di questo fenomeno. Ma le tipologie di “possibili” clienti sono sempre quelle…
L’indeciso
Esordisce con: “voglio qualcosa che faccia X, Y e anche Z” e alla richiesta di maggiori dettagli risponde con “non lo so, fai tu”. Quando gli si risponde con un ventaglio di opzioni in modo da cercare di capire cosa veramente gli serva sparisce nel nulla.
Cosa fare per liberarsene
Entra nei dettagli. Se interessato cercherà di darti una mano (e allora hai trovato un buon cliente), altrimenti lascerà perdere
Il tirchio
”Ciao, voglio fare un sito come facebook” esordiscono più o meno tutti in questo modo: ti mandano una dettagliatissima mail che analizza punto per punto quel che gli serve, come lo vogliono e cosa deve fare. Di soldi però non parlano.
Il non parlare di soldi e il progetto semi-mastodontico, vi deve far insospettire.
Cosa fare per liberarsene
Ovvio, parlate di soldi o accennate al fatto che dopo una piccola analisi gli manderete un preventivo. Personalmente ho scambiato qualche mail con una persona che voleva un portale simil-flickr che alla mia mail “ok, le mando un preventivo” ha risposto: “Ma perché, non lo fai gratis? Sul blog metti i tutorial gratuiti…”
Il low budget
Variante del tirchio. Vuole facebook anche lui, ma non lo vuole gratis, vuole pagare poco. Alla fine vi ritroverete impegnati in una strenua trattativa tanto che alla fine contrattare nel souk di Marrakech al confronto vi sembrerà una passeggiata.
Concluderete per 500 euro e 4 paginette statiche HTML.
Il problema è che dopo la consegna delle 4 paginette statiche secondo lui sarete suoi schiavi a vita e se non tagliate subito i ponti (proponendo un contratto di manutenzione a canone annuale) vi ritroverete a fare il CMS umano. “Fammi una modifica”, “Cambiami la pagina X”, “Aggiungi la foto”.
Come liberarsene
Se riuscite a gestirli sono comunque clienti che pagano. Se invece temete di diventarne schiavi sparate alto in fase di preventivo e non scendete nemmeno di 10 centesimi.
Il lungo
Ok, paga quel che chiedete, definisce con voi tutto nei minimi dettagli… Sembra il cliente ideale. Ma occhio. Per un suo feedback dovrete aspettare settimane.
Un progetto di 1 mese si allungherà fino a 6 o più.
Come liberarsene
Più che liberarvene dovrete impostare feedback periodici obbligatori in modo da rispettare tutte le tappe del lavoro. Altrimenti diventerete vecchi aspettando una sua mail.
Di clienti tipo ce ne sono molti altri… Peccato non si trovi mai quello ideale… Sarà anche un po’ colpa nostra?
P.s.
E voi con che genere di clienti vi scontrate tutti i giorni?
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27 luglio 2009 alle 09:06
Ecco perché sono contento di essere un dipendente!
27 luglio 2009 alle 09:25
Il bello è che “un cliente” può dire più o meno le stesse cose di altrettanti fornitori
soprattutto chiudere con un “Peccato non si trovi mai quello ideale… Sarà anche un po’ colpa nostra?”. Indubbiamente si, è un problema di aspettative e comunicazione e, data la complessità di questo mondo, tra la percezione del risultato finale e dei passaggi necessari per raggiungerlo.
27 luglio 2009 alle 09:25
Ci sono quelli che ti dicono che hanno fretta, devono uscire subito e te lo chiedono in ginocchio. Cerchi di dar loro la priorità, finisci e poi ti fanno aspettare 2/3 settimane per confermarti la pubblicazione del lavoro. Prima di darti l’ok però ti fanno cambiare almeno 3 volte l’intero contenuto che “loro” ti hanno fornito.
27 luglio 2009 alle 10:13
io son + quelli che rifiuto di quelli che accetto..
27 luglio 2009 alle 10:48
Gli indecisi sono i peggiori.. ti chiedono un sito con tale grafica e tali funzioni.. poi quando è quasi pronto alla consegna ti chiedono di cambiare 2 cosette.. alla fine ti rifanno fare il sito da zero! col cazz.. paga il doppio adesso!
O quelli.. “ma vuoi tutti quei soldi per 2 orette di lavoro? guarda lo farei io ma non ho voglia oggi” ahahah! assurdo!
27 luglio 2009 alle 11:32
Io ho avuto diversi tipi di clienti ma quello + fastidioso è stato il “low-budget” e direi che men’è capitato anche uno “lungo”.Il fatto è che spesso i clienti non capiscono il lavoro che sta dietro ad una pagina web o ad un applicazione web-based. Se tenti di spiegarlo si offendono e ti dicono che non ti pagano per parlare ma per fare il sito oppure se c’è un cliente un minimo esperto è convinto di saperne più di te e tu a quel punto ti chiedi: ma perchè il sito non sel’è fatto da solo??
27 luglio 2009 alle 11:59
ROTFL!
Non e’ mai stato un pio problema, perche’ io bloggo essenzialmente per passatempo, anche se sto cominciando a guardarmi in giro e a valutare un paio di richieste.
Per il tipo “low budget” non credo avrei problemi, in fin dei conti non faccio web design per mestiere. E’ il tipo “indeciso” che mi spaventa
27 luglio 2009 alle 12:13
Il peggiore rimane sempre quello che “poichè paga” vuole la tua completa disponibilità 24h su 24 per fare il cms umano.
27 luglio 2009 alle 13:15
ahah..sembra la classifica di Gip!
27 luglio 2009 alle 13:19
Ragazzi e come ci si comporta di fronte ad un Ibrido Low Budget e indeciso?…..
27 luglio 2009 alle 13:36
Kobrabyte ha scritto:
Bella domanda. Abbandonandolo a se stesso, mi verrebbe da dire
27 luglio 2009 alle 13:59
ottimo intervento…
Con un post che descrive i miei processi di sviluppo sono riuscito a sfoltire le richieste…
Rispondendo a mail con il semplice link si arriva poi a vedere chi è veramente interessato e propone progetti più seri, in primis elimino i ragazzini che inseriscono la parola geek nelle mail…
27 luglio 2009 alle 14:22
Bellissimo articolo! In ogni caso, bisogna imparare a darsi il giusto valore e a non avere paura di perdere il cliente…
27 luglio 2009 alle 16:20
L’analisi è perfetta! Il peggio è senz’altro quello indeciso! Non parla di soldi e non sa cosa vuole! Quindi parla e basta!
27 luglio 2009 alle 21:32
27 luglio 2009 alle 22:03
@ giZ:
…e dov’è questo tuo trattato sui processi di sviluppo, che potrebbe interessare pure a noi?
27 luglio 2009 alle 22:07
Comunque io in NOVE ANNI di lavoro in proprio ho trovato solo una volta un cliente che mi ha soddisfatto (e lo fa tutt’ora) lasciandomi piena carta bianca e facendomi i complimenti ogni volta che finisco un lavoro!
E’ un architetto.
Per il resto potrei raccontare solo l’aneddoto di quel produttore di prodotti cartacei (rotoloni & c) che, dopo avergli fatto il progetto grafico di un packaging, non voleva pagarmi perché “io non l’ho mica ancora stampato”; e io gli ho risposto se mi dava un bancale di carta igienica, che però glielo pagavo a rate man mano che mi pulivo il cu..
27 luglio 2009 alle 23:27
@ DoZ Cavolo 9 anni in proprio sono parecchi, chissà quante ne hai viste, il mio “trattato”, più una specifica per chi mi chiede sempre i temi wordpress…
http://www.gizstyle.com/2009/06/08/prezzo-di-un-tema-wordpress-su-misura/
poi, vero chi lascia cartabianca alla fine avrà un lavoro di qualità superiore in confronto a chi ci mette sempre il naso…i diversi casi alla fine hanno molte sfaccettature, solo con esperienza si riesce a capire quali progetti valgono veramente le ore di lavoro e la nostra soddisfazione…
28 luglio 2009 alle 12:09
Sottoscrivo la lucida analisi.
Per esperienza personale, aggiungerei la categoria “amico”, che spesso somma magicamente in sé le caratteristiche negative di più profili
@DoZ: lol
29 luglio 2009 alle 08:26
I peggiori sono sempre gli amici…
29 luglio 2009 alle 12:43
@ giZ:
il tuo sito da un bell’errore 403 in accesso negato in questo momento, sarei stato curioso di leggere il tuo articolo
Napo: ottimo post, davvero. Costantemente sbattuto (il sottoscritto) tra l’ibrido amico + associazione tra “indeciso” e “low budget”, sic!
29 luglio 2009 alle 17:12
[...] con il quale avevo iniziato a sfogarmi, mi ha segnalato questo divertentissimo blog (www.napolux.com/2009/il-cliente-che-non-si-vuole.html) che tratta più o meno lo stesso mio problema: i tipi di clienti che non si vorrebbero avere. [...]
31 luglio 2009 alle 14:42
Bello davvero questo post.
Mi trovo spesso a incontrare clienti che vogliono lavori mastodontici, ma sono disposti a pagarli poco.
Proprio in queste settimane me ne è capitato uno che voleva un sito simile ad un altro con nimzioni flash e cartoni animati vari.
Quando gli ho presentato il preventivo, giustificandone la spesa con tutte le dovute motivazioni, mi sono sentito rispondere che se non ero in grado di farlo bastava dirglielo.
E inoltre ha aggiunto: “Ma che ci vuole a fare un sito così? Basta un penna ottica e una tvoletta grafica. Se vuoi possiamo metterci insieme a vedere come fare”.
Ci mancava che mi dicesse che suo fatello o suo cugino era in grado di farlo per 50 euro!!!!!
Almeno dopo aver letto questo post ho delle idee in più su come confrontarmi con persone di questo e di altri tipi.
31 luglio 2009 alle 16:50
Un’altra perla per tutti voi: se non conoscete il sito di Freelance Switch, iniziate col dare un’occhiata a questo articolo…
http://freelanceswitch.com/clients/6-warning-signs-of-a-problem-client/
…che parla proprio di questo tema.
A febbraio ebbi a che fare un un cliente del tipo “Ho provato a farlo io, ma…
Questo segno indica un artista frustrato; si crede creativo ma ha capito che non ha la tecnica. Ora si rivolge a te, consumato professionista. Qualunque cosa ti dica, questo tipo di cliente ha già il lavoro visualizzato nella sua testa e non riuscirai mai a soddisfarlo. Potresti avere difficoltà a nascondere le tue opinioni sulle sue idee creative, e probabilmente non avrai nessun piacere a finire il lavoro visto che non avrai nessun controllo su di esso…”
Tutt’ora ha il sito web “under construction”!
31 luglio 2009 alle 17:41
@ DoZ:
‘under construction’…
Anche questa è bella.
Un tipo del genere mi sa che alla fine si autoconvincerà forzatamente che un sito web in fondo non serve a molto.
E tutto resterà eternamente
1 agosto 2009 alle 09:02
[...] elenca una bella serie di clienti (web ma non per forza) che è meglio perdere che trovare. La panoramica è divertente ma anche drammaticamente [...]
6 agosto 2009 alle 17:35
mi sembra che hai centrato perfettamente le varie tipologie di clienti peggiori.. chiaramente ci sono anche quelli che all’inizio tutto molto bello ma alla fine non vogliono pagare…. quindi sempre meglio farsi dare cospiqui anticipi, e meglio capire subito chi si ha davanti…
5 settembre 2009 alle 01:08
C’e’ una cosa comune a tutti i clienti…. quello richiesto sara’ sempre diverso da cio’ che vorrebbero.
Se il cliente fornisce una dettagliatissima relazione di cio’ che vuole e viene scritto un programma che fa esattamente cio’ che e’ riportato, il risultato sara’ sempre e comunque diverso da cio’ che lui voleva.
29 dicembre 2009 alle 07:54
[...] Luglio Ecco una bella lista dei clienti che è meglio evitare come la peste [...]
2 gennaio 2010 alle 22:28
Bellissimo post!
E’ la pura verità dovrebbe essere scritta su tavole di pietra e portata in cima ad un monte!
Aggiungerei :
Il Frettoloso
Vuole tutto il lavoro nel giro di brevissimo tempo (ad esempio 2/3 giorni o una settimana), di buono ha che paga tutto e subito ma non è MAI soddisfatto del lavoro (logico è stato fatto in 2 giorni senza feedback o alternative) e con buona probabilità vi contatterà per risistemazioni, che secondo lui dovrebbero essere gratis (Completa ristrutturazione!!).
Non so voi ma io ne ho beccati un po così!!!
8 marzo 2010 alle 08:58
[...] servono a facilitare il lavoro: tolgono di mezzo gli indecisi, i tirchi e i low budget (leggete qui) e agevolano la stesura di eventuali [...]
8 marzo 2010 alle 14:11
Io li ho trovati tutti, anche più volte, ma ne ho incontrato uno che era la somma di tutti quanti!
- Mi ha fatto abbassare il prezzo più e più volte (e continuava a sembrargli troppo alto);
- aveva fretta, molta fretta, e mi faceva aspettare settimane per delle e-mail di risposta;
- mi ha fatto parlare con 3 referenti diversi nell’arco di 6 mesi;
- mi ha detto che avrebbe mandato lui una bozza del progetto grafico, perché i miei non gli andavano bene. Non ho mai ricevuto nulla;
- ha approvato la mia bozza e a lavoro finito ha preteso diversi cambiamenti;
- dopo aver effettuato i cambiamenti mi ha comunicato che non intendeva più continuare il lavoro con me.
Tantissimo tempo perso per guadagnarci i quattro soldi dell’anticipo.
8 marzo 2010 alle 16:15
Delio ha scritto:
BELLO! Dovresti dirci il nome, caso mai chiamasse qualcuno di noi per un lavoro