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PosteKey per la firma digitale

lunedì 30 marzo 2009
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postekey-logo

Grazie a Poste Italiane ho avuto la possibilità di provare in anteprima (stando alla persona che me l’ha consegnata si trattava della prima consegnata in Lombardia) la chiavetta per la firma digitale PosteKey.

Ma cos’è di preciso? E’ una chiavetta USB autoistallante nata grazie alla collaborazione tra Postecom e Adobe Systems.  Con PosteKey sarà possibile accedere con la massima sicurezza ai servizi online Postecert, firmare digitalmente o cifrare documenti ed email.

Si potranno inoltre apporre e verificare marche temporali, verificare documenti firmati digitalmente o cifrati, trasportare, salvare e accedere ai propri dati in tutta sicurezza (previa cifratura della chiavetta con software TrueCrypt).

Procedura di acquisto
Una volta ordinata la PosteKey (a 171 euro IVA compresa, non proprio a buon mercato, lasciatemelo dire) sul sito www.poste.it si riceverà via email un contratto da ricompilare e inviare via FAX allegando copia della carta di identità e del codice fiscale. Nel frattempo tramite raccomandata riceveremo il PIN della chiavetta, proprio come succede con bancomat e carta di credito.

Dopo qualche giorno si è convocati nell’ufficio postale scelto per la consegna e dopo un paio di firme si riceve la chiavetta, accoppiata con una SIM simile a quella di un cellulare da inserire al suo interno.

La procedura è un po’ macchinosa, ma serve ad identificare correttamente la persona a cui andrà “intestata” la chiavetta.

Cosa c’è dentro la chiavetta?

  • Lettore di smart card ISO 7816
  • Memoria flash da 1 GB
  • Smart Card crittografica da 32 KByte
  • Certificato per la firma elettronica qualificata
  • Certificato elettronico di autenticazione e cifratura
  • Area di memoria riservata protetta da PIN
  • Area di memoria ad accesso libero per conservare e trasportare documenti e file
  • Acrobat 9 Standard
  • Browser Firefox Portable
Se stai pensando: “ma funziona solo su Windows?” stai pensando bene purtroppo… I requisiti di sistema sono questi.

Primo avvio
Una volta infilata la chiavetta all’interno del nostro PC ci troviamo davanti a questa schermata

menu-principale

Possiamo decidere se utilizzare la chiavetta in modalità “autonoma” o “con il nostro computer”. Scegliendo la prima non installeremo nulla sul pc che stiamo utilizzando, ma da quel che ho capito (cliccando sulla voce del menù non succede nulla) le funzionalità si limitano solamente a quella di storage e alla navigazione.

Installando invece i driver sul nostro PC insieme ad Acrobat 9 standard (signori e signori, servono 2 riavvii per completare correttamente  la procedura!) potremo gestire i documenti firmati digitalmente con la nostra chiavetta: la versione di Acrobat installata integrerà infatti uno speciale menù "PosteKey" che potremo utilizzare per effettuare alcune operazioni.

Firmare un documento
Ok, vogliamo firmare un documento PDF con la nostra firma digitale.

  • Creiamo il nostro bel PDF con Acrobat 9
  • Clicchiamo sul menù “firma” e poi su “Inserisci Firma”
  • Selezioniamo una parte del documento

Si aprirà questa finestra che caricherà il certificato:

certificato

Compilati i campi come meglio crediamo ci verrà richiesto il pin della carta:

pin-postekey

Inserito il PIN basta un click ed è fatto: il nostro documento è ora firmato digitalmente.

Conclusioni
Probabilmente avevo capito male io pensando che grazie alla chiavetta si potesse utilizzare anche la PEC (resa obbligatoria da poco), ma a quanto pare è solo uno strumento per firmare digitalmente e verificare i nostri documenti. Se volete usare la PEC (Posta Elettronica Certificata) di Poste Italiane dovrete pagarla a parte.

Nella chiavetta è presente anche un lettore di smart-card, ma nel manuale non se ne parla. Il prezzo è alto (oltre 170 euro rispetto ai circa 40 della concorrente BusinessKey), ma se considerate che avrete “gratis” una licenza di Acrobat 9  da usare anche e soprattutto per i fatti vostri (una licenza Acrobat costa più di 400 euro) non è poi così scandaloso.

Peccato non si sia pensato a renderla compatibile con Mac e Linux. Altra occasione persa di distinguersi dalla concorrenza. Per chi vuole su flickr c'è un set dedicato all'unpacking.

Questo articolo è stato pubblicato lunedì, 30 marzo 2009 alle ore 08:50 Se non vuoi perdere nemmeno un articolo del mio blog abbonati al feed RSS. Se non sai cos'è un feed RSS puoi guardare questo video, spiega tutto!

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10 Commenti a “PosteKey per la firma digitale”

  1. paolo scrive:

    prezzo veramente elevato, il discorso licenza adobe può reggere solo per gli utenti niubbi…
    è uno di quei prodotti che potrebbe tornare utile a molti ma che purtroppo l’ingenuità tutta italiana in queste cose rende il prodotto quasi ostile…

    poi non che me ne freghi qualcosa di MAC, però uno sforzo potevano farlo…

    grazie della segnalazione :smile:

  2. Napolux scrive:

    @ paolo:
    Prego! :)

  3. Alberto scrive:

    Il fatto che sia utilizzabile sono con Windows orami non mi stupisce.
    La maggior parte della gente usa Windows e quindi è corretto che si parta da quello.
    Spero sia solo una partenza e che poi proseguano con GNU/Linux e altro.
    Trattandosi di Poste Italiane però non ho speranze: stiamo parlando di quelli che chiudono l’accesso alla postepay sul sito di notte :shock:

  4. Michele scrive:

    Beh, l’idea c’è tutta. Il prezzo troppo elevato. Sono registrato al sito delle poste con un carta postepay, gli unici servizi utilizzati sono quelli per le ricariche del Cell e per fare l’estratto conto online. Insomma, non me ne farei una cippa! :)

    Comunque, una bella idea. Vediamo come evolve.

  5. Napolux scrive:

    @ Alberto:
    Eh già. :)

  6. MAvero scrive:

    Personalmente … non farei pagare tutti quegli euro per uno strumento utile, ma non ancora indispensabile.
    Lo proporrei in comodato d’uso, un numero di firme free, per incentivarne l’utilizzo e raggiunto il tetto di firme, costo one shot a forma, cifra simbolica (1 o 2 centesimi) … vuoi vedere quanti lo utilizzerebbero e nella massa, quanto fatturerebbero? Ma come diceva pocanzi Alberto … di notte chiudono l’accesso su carta Poste Pay … :wink:

  7. Uranio scrive:

    Be, Io lavoro in un azienda e sviluppiamo un software che tra le altre cose deve eprmettere agli utenti di firmare i file.

    Queste schede le vedo da almeno 2 anni, anche la carta delle poste.
    Permette di firmare documenti, che successivamente vengono allegati a email e altro, poi in base al programma è anche possibile “cifrare” il messaggio.
    La PEC (usiamo anche quella) è un altra cosa, certifica la ricezione del messaggio da parte del destinatario e che il messaggio e il mittente siano originali(non ricordo il termine inglese), la differenza da una normale email è che ha valenza legale.

  8. Napolux scrive:

    @ Uranio:
    Sì, la differenza tra PEC e firma digitale mi era chiara. Inizialmente pensavo la chiavetta fosse per gestire la PEC e non la firma digitale :)

  9. Matteo scrive:

    Troppo software proprietario per i miei gusti: la cosa però non mi stupisce, essendo Poste Italiane un partner Microsoft.

  10. ilprincipino89 scrive:

    Le poste ogni tanto tiran fuori qualche novità ma ogni volta sono sempre più ridicoli.. Servon solo a spedire pacchi ( non sempre ) e ad acquistare online ( per via della postpay ).
    Arrivederci ;-) .