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Serverstudio e un po’ di furbizia

sabato 30 maggio 2009
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Si sta “risolvendo” in questi giorni la faccenda Serverstudio (ovvero: da dove hanno preso le mail per lo spam a nome del ministro Brunetta?)

L’azienda, interrogata da chi ha ricevuto la mail, ha risposto dando la colpa ad un non meglio precisato bug del software che gestisce le mailing list.

Non entro nel merito della faccenda, ma voglio segnalarvi un “trucco” da usare con gmail per identificare da che piattaforma proviene qualsiasi email pubblicitaria ricevuta.

Prendiamo ad esempio l’indirizzo napolux@gmail.com

Gmail fa puntare all’indirizzo napolux@gmail.com tutta una serie di indirizzi fatti di combinazioni di punti e più… Ad esempio sono validi:

  • napolux+facebook@gmail.com
  • na.po.lux@gmail.com

Fate una prova… Vedrete che la mail vi arriva lo stesso. Proprio il primo indirizzo d’esempio è la maniera per identificare univocamente la mail con cui ci registriamo ad una piattaforma e quindi controllare se l’indirizzo viene “venduto” a chi fa campagne mail.

Basta utilizzare la sintassi <tuo_indirizzo>+<piattaforma>@gmail.com

Gestendo in maniera accorta (ormai il danno è fatto, ma vale per il futuro) questi indirizzi “custom” possiamo andare a rompere le scatole con cognizione di causa in caso di altre situazioni spiacevoli.

Facile, no? ;)

Questo articolo è stato pubblicato sabato, 30 maggio 2009 alle ore 12:38 Se non vuoi perdere nemmeno un articolo del mio blog abbonati al feed RSS. Se non sai cos'è un feed RSS puoi guardare questo video, spiega tutto!

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7 Commenti a “Serverstudio e un po’ di furbizia”

  1. Reloj scrive:

    Ora che l’ho finalmente capito, lo userò: è una cosa utilissima :)

  2. Matteo scrive:

    Non sapevo di questa storia… quindi se io ho registrato porca.paletta@gmail.com dovrebbero risultare occupati tutti gli username di tipo “porcapaletta” inframezzati da punti a caso e tutti i “porcapaletta+*”?

  3. Napolux scrive:

    @ Matteo:
    Esattamente. Prova con il tuo indirizzo…

  4. soter scrive:

    Ottimo consiglio, grazie! Ci tenevo a dire che funziona anche con Google Accounts sui domini personali :-)

  5. Matteo scrive:

    Hai proprio ragione! Questo è il primo vero motivo (seriamente, eh) che potrebbe spingermi a spostare la posta dal server casalingo a GMail…

  6. Napolux scrive:

    @ Matteo:
    Attiva il catch all e fai forward al tuo indirizzo, così ti tieni il tuo serverino… :D

  7. Matteo scrive:

    @Napolux:
    Potrei, ma sarebbe comunque una soluzione “di ripiego”. Sta cosa di GMail mi piace un sacco