Tradurre twitter gratis, perché?
sabato 10 ottobre 2009Da ieri sera sono uno dei traduttori italiani di twitter. La cosa mi ha fatto molto piacere (visto che utilizzo il servizio da anni ormai) e mi sono messo subito al lavoro.
Ho già dato una mano (sempre gratuitamente) nella traduzione di moneytrackin e il principio alla base è sempre lo stesso. Quando si decide di tradurre una pagina viene mostrato un form con la stringa da tradurre e un campo dove inserire la traduzione proposta.
Molti però si chiedono perché mai c’è gente così contenta di lavorare gratis e gente che addirittura “si strappa i capelli” per non essere stata invitata.
Secondo queste persone sono due i principali motivi di perplessità:
- Twitter ha ricevuto montagne di dollari di finanziamenti: perché non paga qualcuno per fare le traduzioni, oppure, perché non vi paga?
- Lasciando le traduzioni agli utenti si rischia che la traduzione sia di bassa qualità
Tralasciamo il discorso filosofico dietro il crowdsourcing e veniamo alla scelta personale di dedicare una piccola parte del mio poco tempo libero alla traduzione di twitter.
Personalmente ritengo che tradurre twitter sia una piccola ricompensa per il servizio offerto e un grande servizio reso agli utenti italiani di twitter.
Pensate a facebook. Il vero boom qui da noi c’è stato anche per via della traduzione nella nostra lingua. Mi piacerebbe vedere un giorno twitter utilizzato da molti milioni di italiani e credo che la localizzazione possa giocare un ruolo fondamentale.
Per questo “lavoro gratis”. Non per twitter, ma per gli utenti italiani di twitter. Dovessimo tutti ragionare secondo il “ah, lavoro solo se mi paghi” non ci sarebbe il software opensource, non ci sarebbero decine di servizi 2.0 e moltissime altre cose… Non trovate?
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10 ottobre 2009 alle 09:59
Sono felice che abbiano scelto te e questo post dimostra che hanno fatto un’ottima scelta
10 ottobre 2009 alle 09:59
Ottimo! nel senso è ottimo per gli utenti italiani avere la traduzione. Per quanto Twitter sia immediato (non servirebbe l’italiano), l’utente italiano se non legge in italiano si perde. Buon lavoro a voi che potete! Nulla, a me non mi ci vogliono a tradurre, non so perchè, credo perchè l’account è protetto, mah. Non mi scippo i riccioli per questo, vi aiuto con suggerimenti a margine va…
10 ottobre 2009 alle 10:00
Non sono d’accordo Napolux, io traduco sw open source ormai da millenni e contonuerò a farlo con piacere, Twitter NON è open source e non fa nulla per l’open source, è codice chiuso per un progetto chiuso che solo quelli di twiter possono godere.
Mi piacerebbe vedere lo stesso entusiasmo nel proporsi per collaborare alla traduzione di sw opensource dove però non hai la medaglietta da mostrare sulla home page.
10 ottobre 2009 alle 10:02
wolly ha scritto:
Piacerebbe anche a me. Ma voglio crede che molti non lo facciano solo per avere quell’iconcina (io su twitter non ci vado mai. Ci vado solo via client…)
10 ottobre 2009 alle 10:06
Napolux ha scritto:
Magari fosse così, ci sarebbe un sacco di gente ad aiutare con i sw open source che invece c’è solo quando c’è la medaglietta
10 ottobre 2009 alle 10:20
Sono d’accordo con Wolly. Tradurre per il Free Software ha un senso, per Twitter molto meno. Da una parte, non tanto si risparmia, quanto si fa buzz e quindi marketing. Dall’altra si ricevono perline, un paio di bottoni colorati e in italiano. Il codice no, la possibilità di imparare nemmeno, la libertà di modificare e ricondividere neanche.
Io preferisco andare in merceria.
10 ottobre 2009 alle 10:23
Sono perfettamente d’accordo con Wolly.
10 ottobre 2009 alle 10:43
Io invece concordo con tutti e tre
ed è proprio per questo che ho accettato di farlo.
E’ la prima volta che provo a fare una cosa del genere e farlo per Twitter, che è una società e che è riuscita ad “attirare” cosi tanti volontari, mi tranquillizza sul fatto che ho un grosso paracadute alle mie eventuali stupidate. Mi sarebbe dispiaciuto di più rischiare di fare casino e far lavorare persone, che di solito sono molte meno e molto più impegnate, sui vari progetti open source. Quindi diciamo che, dal mio punto di vista, sfrutto l’occasione per mettermi alla prova in una condizione vantaggiosa, cosi da imparare le varie problematiche, le attività, l’organizzazione e poi chissà, magari andare a far danni altrove.
10 ottobre 2009 alle 11:00
Sbagliato: se un’azienda “dona” il suo prodotto alla comunità rendendolo Open Source, è giusto che la comunità contribuisca con traduzioni, bugfix e simili. E sia ben chiaro che questo non esclude la possibilità di ottenere profitto (vedi WordPress).
Se il prodotto è distribuito da un’azienda che raccoglie fondi, crea utili, ma fornisce un servizio che è solo “free as in beer”, allora che si paghino un servizio professionale di traduzione.
10 ottobre 2009 alle 17:41
Consiglio la lettura del post di pseudotecnico (traduttore ufficiale di Firefox e Thunderbird)
http://www.pseudotecnico.org/blog/2009/10/10/a-proposito-della-traduzione-di-twitter/
Che sottolinea anche lui la priorità di tradurre progetti OpenSource, che sono veramente gratis e liberi, e non twitter che è solo gratis e che i soldi già li riceve.
Ma anche che le traduzioni fatte a “gruppo”, come è stato per Facebook, fanno schifo, cambiano senza ragione e non sono per nulla coerenti; insomma, verrà fuori un lavoro fatto male perché è necessaria organizzazione e la definizione di standard.
11 ottobre 2009 alle 09:47
Complimenti e in bocca al lupo!
12 ottobre 2009 alle 14:02
Ho dei dubbi, per come si sta sviluppando il suo utilizzo, sul successo di twitter in italia. Molti italiani per adesso si iscrivono per moda credendo sia il clone di facebook, ma non lo è (almeno per ora). Spero vivamente che non si riempia presto di gruppi, quiz et simila. Ma prima o poi twitter qualche soldino dovrà pur farlo.. MA COME?
12 ottobre 2009 alle 15:53
E i poveri traduttori/localizzatori professionisti che studiano anni e anni e hanno altrettanti anni di esperienza in questa professione poco stimata e considerata in Italia? Sfatiamo il mito che chiunque possa improvvisarsi traduttore, non è un lavoro da tutti. Si tratta di artigianato intellettuale che compete solo a chi vi si dedica anima e corpo. Ma finché ci saranno persone che si proporranno gratis per svolgere questa attività le già inesistenti tutele per noi professionisti svaniranno del tutto e la qualità non sarà più un valore aggiunto.
12 ottobre 2009 alle 19:26
Silvia ha scritto:
Hai perfettamente ragione. Noi, come azienda, quando si tratta di cose “serie” ci rivolgiamo per forza di cose a traduttori professionisti.
In altri casi i testi ci vengono forniti dal cliente, in altri, ci “arrangiamo” d’accordo col cliente. Immagino il vostro sia un mercato molto competitivo e probabilmente in crisi di questi tempi.
Purtroppo la vostra situazione è molto simile a quella di tanti lavoratori dell’informatica: è pur sempre “artigianato intellettuale” anche il nostro.
13 ottobre 2009 alle 09:50
[...] Napolux, un altro traduttore selezionato, la vede un pò al mio stesso modo, e sono convinto che questo sia più o meno il pensiero di tutti gli utenti che si sono buttati nell’impresa. VN:F [1.6.7_924]Vota l'articoloplease wait…Rating: 0.0/5 (0 votes cast)VN:F [1.6.7_924]Rating: 0 (from 0 votes)Share this on del.icio.usDigg this!Stumble upon something good? Share it on StumbleUponShare this on TechnoratiShare this on FacebookTweet This!Share this on FriendFeedShare this on LinkedinAdd this to Google BookmarksShare this on WikioShare this on RedditBuzz up!Post this to MySpace Post correlati [...]
13 ottobre 2009 alle 09:55
timendum ha scritto:
Non sono ASSOLUTAMENTE d’accordo. Io ho partecipato ad una traduzione “di gruppo” che definire MASTODONTICA e’ poco: quella di Morrowind.
E ti posso assicurare che, al termine dei due anni e mezzo di lavoro, che ha richiesto addirittura la scrittura di un nostro software specifico, oltre al dover reiniziare quasi tutto daccapo nel momento in cui abbiamo preso coscienza della complessita’ e della struttura HTML del Journal, il lavoro e’ tutto fuorche’ “schifoso”.
A volte, meno polemica e piu’ olio di gomito sarebbero utili. Decisamente.
13 ottobre 2009 alle 10:06
@ flod: amen, sono d’accordo con la corrente “open” … alla fine Twitter ha come scopo generare utili, e la localizzazione è il modo per la sua esplosione nel mercato ….
Avesse chiesto IDENTICA o altro servizio simile un contributo sarai più felice dell’adesione in massa, così invece …
14 ottobre 2009 alle 10:58
E’ vero ma solo in parte.
Il software opensource non è un prodotto commerciale con un modello di business. Twitter si. Ci sono milioni di finanziamenti che entrano e presto verrà trovato un modello di business adatto, o almeno ci proveranno.
Essere uno dei traduttori italiani è a ragione un motivo di orgoglio, e probabilmente avrei accettato anche io con piacere. Ma penso che siano stati dei gran paraculi…
14 ottobre 2009 alle 20:05
[...] letto anche l’articolo di Napolux il quale ha praticamente risposto a queste domande nello stesso modo in cui ho risposto io. [...]
18 ottobre 2009 alle 11:13
Quoto pienamente, facebook ha avuto un Boom di registrazioni esponenziale solo per essere stato tradotto in lingua italiana…
Mha, tradurre gratuitamente un servizio… magari uno lo fà per puro interesse personale, per vedersi tradotta una pagina che continua a leggere in una lingua compresa tra l’italiano maccheronico e l’inglese internazionalizzato..
25 ottobre 2009 alle 00:03
Si tratta di artigianato intellettuale che compete solo a chi vi si dedica anima e corpo
2 novembre 2009 alle 07:42
[...] twitter, twitter. Ora che sta arrivando anche in italiano (ci sarà l'esplosione come successo con facebook?) non state con le mani in mano e cercate di [...]
8 novembre 2009 alle 01:25
Avete mai pensato che forse (e sottolineo FORSE) la scelta di fare tradurre Twitter a noi utenti sia anche un modo per farcelo sentire più nostro?! Alla fine il lavoro da svolgere non è mastodontico. Sono poche paginette, le parole sono più o meno sempre le stesse e di facile comprensione e CREDO che un professionista pagato non sarebbe costato poi così tanto. Alla fin fine io ho apprezzato l’iniziativa…certo non ci sono stata a perdere il sonno però ho dato una mano volentieri.
Sono anche piuttosto curiosa di cosa salterà fuori nella traduzione di Followers e Following
13 dicembre 2009 alle 00:22
Ammetto di non essere un gran conoscitore di Twitter, ma vorrei sfruttarlo di più nel settore delle traduzioni giuridiche. Qualche cosiglio?
13 dicembre 2009 alle 10:57
@ e-assistenzalegale:
Mmm… Non saprei proprio da dove potresti cominciare…
20 gennaio 2010 alle 14:23
@ Napolux:
Ok ho creato un account in twitter eccolo: @e_alegale
qualche suggerimento per far aumentare il numero di followers interessati alle traduzioni legali ??
Dovrei aumentare il numero degli articoli relativi alle traduzioni legali o ci sono anche altre tecniche che potrei utilizzare?