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Giobi, dimenticavo…

venerdì 30 marzo 2007
Pubblicato in HTML e CSS

Le tabelle non sono poi così me*dose. Prova tu a fare un layout con 50 elementi e un cliente dietro al culo: a volte le tabelle sono un male "necessario" e risolvono in 5 minuti cose che magari con i CSS richiederebbero più tempo.

Fatti un paio di letture :P

Web 0.2

giovedì 29 marzo 2007
Pubblicato in Web e Web 2.0

A qualcuno fischieranno le orecchie per il titolo di questo post. Tralasciando i particolari di come sia venuta fuori la definizione di "Web 0.2" (se qualcuno ci tiene racconterò la storia dello 0.2 un'altra volta) questo mi fa venire in mente come sia difficile da assimilare la definizione di Web 2.0 per i non addetti ai lavori.

Giobi dice:

La definizione di web2.0 è molto contrastata, ed è difficile farla capire ai non addetti ai lavori...
Pensa di andare da un cliente e dovergli spiegare che i siti a tabelle sono una m***a, come fai?
Sottoargomento: quanto sussiste il termine web2.0? Tu (ed io) sei evidentemente un sostenitore della cosa, ma no è, come dicono molti, solo una buzzword?

Veniamo alla definizione di web 2.0: uno dei "testi sacri" per la definizione di Web 2.0 è sicuramente quello scritto da O'Reilly. Io non sono nessuno per dare la mia definizione di Web 2.0, ma questo articolo si avvicina molto alla mia personale definizione di "2.0".

Buzzword o non buzzword? Non buzzword per me, anche se Wikipedia (esponente di spicco del 2.0) dice il contrario. Si chiama "2.0" ma per me si sarebbe anche potuta chiamare Luisa, avrebbe fatto poca differenza. Negli ultimi 4 - 5 anni qualcosa è cambiato, non c'è dubbio, non sarei qui a scrivere e a chiacchierare con te se non fossero nati i blog, tanto per dire la prima cosa che mi viene in mente.

Che la rivoluzione sia stata cavalcata da pseudo-guru, da chi ci vuole solo tirar su soldi, dai media che vedono il web come un repository di notizie curiose, ecc... E' una cosa più che normale. Quando salta fuori qualcosa di rivoluzionario (e qualcosa è saltato fuori, no caro Giobi?) tutti sono pronti a riempirsi la bocca... La selezione naturale poi fa il resto, e il buono rimane.

Non stare a preoccuparti, costruisciti la tua personale definizione (il contenuto è generato dall'utenza, è uno dei comandamenti) e cerca di diffondere il Verbo se credi possa essere utile. Qualcuno non ha ancora capito che il Web 2.0 siamo noi, e fa orecchie da mercante? "Non ti curar di loro, ma guarda e passa" faceva dire il buon vecchio Dante a Virgilio riguardo gli ignavi. Ma Dante era 2.0 già nel 1300... ;)

UPDATE!
Beccati 19 definizioni di Web 2.0 made in Italy, trovate sul bel blog di Mukkamu

Canticchiando la mattina appena alzato

giovedì 29 marzo 2007
Pubblicato in Vita vissuta

Capita che mi svegli canticchiando una canzone a caso la mattina. Quella di oggi è "Sounds like a melody", degli Alphaville. Avrò mangiato pesante ieri sera? Misteri della fede.

Immagine anteprima YouTube

Così kitsch, cazzarola. A voi non capita mai?

Usare WordPress come CMS per un sito aziendale

mercoledì 28 marzo 2007
Pubblicato in HTML e CSS, PHP, Programmazione, Web e Web 2.0, Wordpress

Usare WordPress come CMS per la gestione di un sito aziendale è possibile. Basta avere un bravo grafico (o comprare un bel template) e dedicare 5 minuti del proprio tempo ad una sana (e semplicissima grazie ad alcuni plugin) personalizzazione del codice.

Ecco una breve lista argomentata di quello che serve:

  • La grafica. WordPress ha un sacco di temi, da quelli seri a temi addirittura minimal-chic. Per un sito aziendale sarebbe meglio puntare ad un tema creato ad-hoc, ma per chi non avesse il tempo o le competenze da dedicare Template Monster ha una sezione dedicata ai temi di WordPress. Per una 50ina di dollari (o un migliaio se volete un tema che sia solo vostro) vi levate il pensiero.
  • I contenuti. un sito aziendale, per quanto aziendale ha bisogno di una certa cura anche nei contenuti. La vetrina classica non basta più oggi come oggi. Si veda l'illuminante (anche se datato) post di Tiziano Fogliata al riguardo.
  • WordPress. Ma va?

Veniamo alla "personalizzazione": di solito un template WordPress mostra all'entrata del sito direttamente il blog. Può essere una strategia "nuova" a livello aziendale mostrare il blog, ma sarebbe meglio mostrare una pagina introduttiva che spieghi cosa fa l'azienda, insomma, la classica homepage.

Ci sono modi e modi di mostrare un homepage, ma senza spaccarsi la testa cambiando nome ai files, ecc... E' possibile usare il Filosofo homepage plugin che permette di selezionare una qualsiasi delle pagine create in WP come homepage senza troppi sbattimenti.

Create tutte le vostre pagine (home, chi siamo, cosa facciamo, prodotti, ecc...), usate Filosofo per settare l'homepage e fate sparire la sidebar dalle pagine che non sono il blog vero e proprio. Come? Aprite nel template il file page.php e commentate (bastano i classici /* */ )la riga dove viene richiamata la sidebar. Di solito è una riga sola, come questa:

get_sidebar()

Così potrete usarla solo dove realmente serve, nel blog. Direi che c'è poco altro da aggiungere: ogni azienda ha specifiche esigenze in fatto di "pagine": cataloghi, gallery, portfolio, modulo contatti email ecc... Quasi tutte sono gestibili attraverso l'utilizzo di plugin, Google di solito viene in aiuto:

  • Gallery: LINK
  • Modulo contatti personalizzabile made in Italy: LINK
  • Ecc...

Ci sono domande?

:mrgreen:

Letture consigliate:

Dimenticavo
Ovviamente WordPress è un CMS blog-centrico. Per strutture che non vadano oltre le classiche 10 paginette + blog può andare più che bene. Per siti aziendali "grossi" è meglio rivolgersi a prodotti più specifici, se non a soluzioni sviluppate ad hoc.

Dio Santissimo

mercoledì 28 marzo 2007
Pubblicato in Vita vissuta

Non possono vendere cose del genere. Le comprerò tutte.

  • Carta da parati degli anni 70 - Link
  • Zerbino "Non c'è nessun posto come 127.0.0.1" - Link
  • Roba per mancini - Link
  • Roba Tokidoki - Link
  • Gancini a forma di dito - Link

Ste cose senza Internet (a parte la carta da parati anni '70 che presumibilmente veniva venduta anche negli anni '70) non le avrei mai avute a portata di carta di credito. Tralasciamo per un attimo il design DDR (è reato volere un frullatore vintage a casa propria?), che me ne sono innamorato, pur non essendo un nostalgico: per ora mi compro solo il libro...